Stellantis, Fim: La produzione di motori non recupera la perdita per la crisi covid

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Le produzioni dei motori Stellantis nel 2021 – circa 637.400 – non recuperano sul 2020, fortemente condizionato dal blocco produttivo dovuto al lockdown. Negli ultimi 5 anni la produzione dei motori tradizionali subisce una perdita del 35%, con una riduzione occupazionale di oltre 1.174 lavoratori, se si considera anche l’occupazione persa nelle meccaniche di Mirafiori e di Verrone collegate strettamente alle produzioni dei motori tradizionali. Lo mette in evidenza Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl. “Gli obiettivi annunciati da Stellantis entro il 2030, 70% di elettrico nelle produzioni per l’Europa e 40% per gli Usa – sottolinea Uliano – evidenziano l’urgenza di individuare garanzie per le prospettive future di oltre 7.000 lavoratori in Italia del gruppo che operano sui motori tradizionali, che si raddoppia se consideriamo anche l’indotto collegato. La recente visita del ceo di Stellantis agli stabilimenti di motori italiani di Termoli e Pratola Serra e le dichiarazioni sulla transizione verso le motorizzazioni elettriche e sulla Gigafactory in Italia, evidenziano la drammaticita’ di ricadute sociali, se non verranno adottate delle scelte precise nel nostro Paese. Uliano spiega che “la situazione piu’ critica e’ quella dello stabilimento di Cento di Ferrara dove gran parte delle produzioni sono sul motore diesel V6, che motorizza molte vetture del mercato nord americano. La fabbrica ha assistito al crollo occupazionale maggiore negli ultimi 5 anni pari a -36% della forza lavoro e del 17% dei volumi. Nel 2021 si e’ continuato a utilizzare ammortizzatori sociali che hanno coinvolto il 35% dei lavoratori, per circa 30 giorni.

“Per noi – spiega Uliano – e’ fondamentale che si apra nei prossimi giorni con i vertici di Stellantis Europa e con il Ministero dello Sviluppo Economico un tavolo di discussione su come governare questo processo che vedra’ una erosione nei volumi sui motori endotermici e definire quali sono gli interventi di reindustrializzazione sia sul fronte della componentistica elettrica, che ruotera’ intorno alle nuove motorizzazioni, ma anche al tema dei semiconduttori quale strategie il gruppo vuole attuare per spostare la catena delle forniture nel nostro Paese. Ci aspettiamo che anche le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, facciano fronte comune con le organizzazioni sindacali per accompagnare e mettere sotto tutela sociale ed economica queste importanti realta’ industriali del nostro territorio, a patire dall’utilizzo dei fondi del Pnrr”.