STMicroelectronics (+7,2%) star di Piazza Affari

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Il punto della mattinata. Il Ftse Italia All-Share segna +0.55%, Ftse All-Share Capped +0.55%, Ftse Mib +0.58%, Ftse Italia Mid Cap +0.22%, Ftse Italia Small Cap +0.54%, Ftse Italia Star +0.18%, Ftse Aim Italia -0.08%. 

Mercati azionari europei poco mossi. DAX+0,1%, CAC 40 -0,1%, FTSE 100 -0,2%, IBEX 35 +0,1%.

A Piazza affari da registrare il netto progresso di STMicroelectronics (+7,2%) dopo la pubblicazione dei dati del trim3: i ricavi sono cresciuti del 5,5% su base sequenziale e dell’1,9% rispetto ad un anno fa a 1,80 miliardi di dollari, il margine lordo è stato del 35,8% e l’utile netto di 71 milioni di dollari, o 0,08 dollari per azione. Carlo Bozotti, presidente e CEO del gruppo dei semiconduttori, ha affermato che si prevede un miglioramento della redditività nell’esercizio 2016 e “un rischio macroeconomico inferiore rispetto a quello che vedevamo mesi fa”. Per l’ultimo trimestre dell’anno STM prevede una crescita sequenziale dei ricavi netti intorno al 3,2%, come valore intermedio, e un margine lordo intorno al 37%.

In rialzo i bancari in scia a Deutsche Bank (+0,6%) che ha archiviato il terzo trimestre con 278 milioni di profitti netti, contro perdite per 6 miliardi del pari periodo dello scorso esercizio (rosso monstre dovuto a svalutazioni sulle attività di investment banking e sulla dismissione di Postbank). Il colosso bancario tedesco ha accantonato altri 501 milioni di euro sui contenziosi legali (il totale delle riserve sale così a 5,9 miliardi), sottolineando di stare “lavorando duramente” con lo U.S. Department of Justice (il ministero della Giustizia americano) sulle indagini che riguardano la vendita di titoli legati all’immobiliare nel periodo 2005-2007. 

L’indice FTSE Italia Banche segna +0,4%, l’EURO STOXX Banks +0,3%. In buona forma BP Milano (+1,6%), BPER (+1,1%), Banco Popolare (+0,8%).

Banca MPS (+3,5%) si conferma imprevedibile e dopo un’apertura in netto calo rimbalza con decisione. Appena sopra la parità UniCredit (+0,1%): secondo indiscrezioni del Sole 24 Ore il CEO Jean Pierre Mustier sta prendendo in considerazione l’ipotesi di conversione o buyback dei titoli convertibili “cashes” emessi nel 2009 per 3 miliardi di euro. In lieve rialzo anche Intesa Sanpaolo (+0,2%) che potrebbe, sempre secondo il Sole, cedere un portafoglio immobiliare del valore di circa 500 milioni di euro. 

FCA (+2,1%) guadagna ulteriore terreno dopo il +4,37% di ieri in scia ai dati trimestrali e ai report positivi di alcuni broker. Avvio positivo per Mediaset (+0,4%) in scia ai dati della controllata spagnola. 

Mediaset Espana (+1,4%) ha infatti archiviato i primi nove mesi del 2016 con ricavi in crescita a 711,7 milioni di euro da 674,7 milioni nel 2015 e utile netto in rialzo del 15,8% a/a a 131,8 milioni di euro, meglio del consensus Reuters pari a 130 milioni.

A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso stamane in calo dello 0,32%

Future sugli indici azionari americani invariati. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,17%, Nasdaq Composite -0,63%, Dow Jones Industrial +0,17%.

Borse asiatiche

Sui mercati asiatici prosegue il calo anche sul dato relativo ai profitti del settore industriale in Cina, cresciuti in settembre del 7,7% annuo, in deciso rallentamento rispetto al balzo del 19,3% segnato in agosto. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in declino di quasi l’1% a fronte dei corsi del greggio che continuano a rimanere in flessione con gli investitori focalizzati sui dubbi che l’Opec riesca davvero a tagliare la produzione, come anticipato in settembre, tralasciando il fatto che le scorte Usa siano comunque calate settimana scorsa. 

Sul fronte valutario, il dollaro è in moderato declino sullo yen, restando comunque non lontano dai massimi di luglio, ma la debolezza della valuta nipponica non è sufficiente a sostenere i corsi di Tokyo. Il Nikkei 225 chiude infatti in calo dello 0,32% (fa meglio l’indice più ampio Topix, che limita le perdite allo 0,05%). In controtendenza Seoul grazie al guadagno intorno al mezzo punto percentuale del Kospi.

Non si ferma invece il declino di Sydney: l’S&P ASX 200 che era crollato dell’1,52% mercoledì segna un’ulteriore perdita dell’1,20% appesantito dai titoli finanziari anche se National Australia Bank (una delle big four del credito australiano) chiude in positivo nonostante il crollo dei profitti d’esercizio. 

Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono al momento intorno al mezzo punto percentuale e la performance è simile anche per lo Shenzhen Composite. 

Decisamente peggiore è invece l’andamento della piazza di Hong Kong: l’Hang Seng è in calo di oltre l’1% (mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, perde quasi l’1,50%).

Borsa Usa

L’andamento di alcuni titoli di riferimento ieri hanno condizionato i principali indici di New York che infatti hanno terminato la seduta misti. In particolare, il balzo di Boeing ha permesso al Dow Jones di chiudere sopra la parità (+0,17%) mentre Apple ha condizionato negativamente il Nasdaq Composite (-0,63%). 
L’S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,17%. Le vendite di nuove abitazioni sono cresciute a settembre del 3,1% rispetto al mese precedente, attestandosi a 593 mila unità (consensus 600 mila), in crescita rispetto alle 575 mila unità della rilevazione precedente. 
Markit Economics ha comunicato la stima flash di ottobre dell’indice PMI dei Servizi: la lettura si è attestata a 54,8 punti in miglioramento rispetto a quella del mese precedente, pari a 52,3 punti, risultando sui livelli più alto da novembre 2015.

I dati macro attesi oggi
Giovedì 27 Ottobre 2016

09:00 SPA Tasso disoccupazione trim3;

10:00 EUR M3 dest. set;

10:00 ITA Indice fiducia imprese ott;

10:30 GB PIL trim3 (1a stima);

11:00 ITA Indice salari contrattuali set;

12:00 GB Indice CBI distribuzione ott;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;

14:30 USA Ordini beni durevoli preliminari set;

16:00 USA Indice Pending Home Sales set..