Stop al Terra Felix Sounding
Arriva la legge anti-tarocco

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L’italian sounding, l’abuso consapevole di segni evocativi delle eccellenze italiane che in molti Paesi all’estero viene commesso per commercializzare facilmente prodotti che di italiano non hanno nulla, vale intorno ai 60 L’italian sounding, l’abuso consapevole di segni evocativi delle eccellenze italiane che in molti Paesi all’estero viene commesso per commercializzare facilmente prodotti che di italiano non hanno nulla, vale intorno ai 60 miliardi di euro l’anno. I settori più colpiti: l’agroalimentare e la moda. Un fenomeno difficile da contrastare ma che adesso vede la Campania, tra le regioni più colpite di Italia, affilare le armi. A pensarci è il gruppo “Caldoro Presidente” che ha depositato un progetto di legge per la promozione e la tutela dei prodotti tipici. “A Napoli, potremmo chiamarla legge anti-pezzotto”, spiega il consigliere, Gennaro Salvatore. Per il quale “proteggere il nostro export dai reiterati attacchi di una concorrenza a dir poco sleale e fatta di trucchi e espedienti che rasentano l’illegalità e che trovano purtroppo nel consumatore estero facile preda, ci è sembrato doveroso”. Qualche esempio di Campania Sounding? C’è l’olio ‘Pompeian’ del Maryland, la ‘Zottarella’ tedesca, i pelati San Marzano fatti in California, le penne Napolita del Lancashair o la Napoli Tomao interamente prodotta negli Usa. Cosa prevede la vostra proposta di legge per tutelare le tipicità del made in Campania? Investire contemporaneamente sulle risorse umane e le nuove tecnologie. Una forte sinergia con gli enti nazionali ed europei che si occupano del contrasto al fenomeno, la più importante è l’alta formazione e l’istituzione di un apposito Registro regionale, da mettere a disposizione delle nostre aziende, di giovani manager specializzati prevedendo anche stage all’Estero grazie all’adesione al programma Ue Eurodyssèe. Ma prevediamo anche la stipula, attraverso il Mise, di protocolli di intesa con il Wto indirizzati ai Paesi maggiormente dediti al Campania Sounding. Gli acquisti, però, li decidono i consumatori. Come avete pensato di agire in proposito? Su tutte, una intensa attività di informazione e di educazione, anche etica, da veicolare anche on line, per ‘insegnare’ l’eccellenza delle nostre migliori produzioni ed evidenziare i danni e l’immoralità di questa grave forma di sofisticazione produttiva e commerciale. Quali sono gli strumenti più innovativi di questa iniziativa legislativa? Ci affidiamo alla tecnologia per garantire al consumatore estero la precisa tracciabilità dei nostri prodotti prevedendo un Marchio Collettivo e il ricorso al CampaniaCeck, un codice bidimensionale presente su di un’etichetta aziendale che attraverso l’utilizzo di un lettore Qr-code presente praticamente in tutti gli smartphone illustra tutte le informazioni sull’origine e la qualità tutta campana del prodotto stesso.