Stop all’inquinamento dei mari, Call for Action globale per salvare gli oceani

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Roma, 9 giu. (AdnKronos) – Prevenire e ridurre sensibilmente l’inquinamento marino di tutti i tipi; promuovere la prevenzione e la riduzione dei rifiuti; implementare strategie a lungo termine per ridurre l’uso di materie plastiche e microplastiche. Sono tra punti della bozza della ‘Call for Action’, il documento in discussione in questi giorni alla Conferenza Onu sugli Oceani di New York, che si chiude oggi.

La bozza ‘Our Ocean, Our Future: Call For Action’, approvata nel maggio scorso e frutto del confronto intergovernativo, è stato presentato all’avvio della Conferenza ed è ora in attesa di essere definito in un testo finale che verrà approvato entro le 18 locali. Il documento è suddiviso in 14 punti e 22 azioni urgenti. Obiettivo: sostenere il raggiungimento del Sustainable Development Goal dell’Agenda 2030 dell’Onu n.14: ‘conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile’.

“Siamo particolarmente allarmati dagli effetti negativi del cambiamento climatico sugli oceani – si legge nella bozza – compresi l’innalzamento della temperatura dell’acqua, l’acidificazione, la diminuzione dell’ossigeno, l’aumento del livello del mare, la diminuzione della copertura di ghiaccio polare, l’erosione costiera e gli eventi climatici estremi. Riconosciamo la necessità di affrontare gli effetti negativi che minano la capacità fondamentale dell’oceano di agire come regolatore del clima, fonte di biodiversità marina e come fornitore di cibo e nutrizione, turismo e servizi ecosistemici e come motore per lo sviluppo economico sostenibile e la crescita”.

La Call for Action invita tutte le parti ad agire immediatamente e stila una lista di azioni “su base urgente”: dal rafforzamento della cooperazione e delle partnership, fino allo sviluppo della ricerca e dell’educazione su questi temi.

Non solo. Dalle parti arriva un importante richiamo sui temi dell’inquinamento da rifiuti, soprattutto plastici. Per questo l”invito ad agire’ comprende azioni specifiche e urgenti su questo fronte: “Accelerare le azioni per prevenire e ridurre sensibilmente l’inquinamento marino di tutti i tipi, in particolare dalle attività a terra, compresi detriti marini, plastiche e microplastiche, inquinamento da nutrienti, acque reflue non trattate, scarichi di rifiuti solidi, sostanze pericolose…”.

Occorre quindi: “Promuovere la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, sviluppare modelli di consumo e produzione sostenibili, adottare le ‘3R’ – riduzione, riutilizzo e riciclo – anche attraverso l’incentivazione di soluzioni di mercato per ridurre i rifiuti e la loro produzione, migliorando i meccanismi per la gestione ecologica dei rifiuti, del loro smaltimento e del riciclo e sviluppando alternative come prodotti riutilizzabili o riciclabili o prodotti biodegradabili in condizioni naturali”.

Su questo fronte è necessario, dunque, “implementare strategie a lungo termine e sostanziose per ridurre l’uso di materie plastiche e microplastiche, in particolare le buste di plastica e i prodotti monouso, anche in collaborazione con i soggetti interessati a livelli rilevanti per affrontare la loro produzione, commercializzazione e utilizzo”.

“Siamo mobilitati dalla forte convinzione che gli oceani sono fondamentali per il nostro futuro comune e per l’umanità in tutta la sua diversità – si legge nella bozza – Come leader e rappresentanti dei nostri governi, siamo determinati ad agire decisamente e urgentemente, convinti che la nostra azione collettiva farà una differenza significativa per il nostro popolo, il nostro Pianeta e la nostra prosperità”.