Storia del vice Consolato onorario italiano in Croazia

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In foto Paolo Palmintieri

Sabato scorso, la comunità italiana che vive a Buie , nella parte superiore dell’Istrua, ha potuto celebrare il XV anniversario del Viceconsolato onorario d’Italia . Una storia intensa riguarda questa sede diplomatica come riferito e tratto dal Quotidiano ‘La voce del Popolo ‘ di Fiume: “Era il marzo del 2004 quando l’allora Console generale d’Italia a Fiume, Roberto Pietrosanto, comunicava alla presidente della CI di Buie di allora, Lucia Moratto Ugussi, il consenso del Presidente della Repubblica di Croazia per l’apertura del Viceconsolato onorario italiano nella Repubblica di Croazia con sede a Buie. La cerimonia d’inaugurazione avvenne il 14 maggio dello stesso anno. La Comunità degli Italiani di Buie, offrendo uno spazio adeguato presso la propria sede, si dichiarò onorata di poter contribuire affinché gli abitanti del territorio interessato trovassero un importante punto di riferimento per l’incremento dei rapporti con la vicina Italia. Sabato scorso, il Viceconsolato onorario d’Italia a Buie ha festeggiato il suo XV anniversario. A coprire questo incarico fin dall’inizio, Giuseppina Rajko, che nel suo discorso di accoglienza e ringraziamento non ha mancato di ricordare i servizi che offre la sede consolare.

“Quindici anni fa, quando mi venne offerto il ruolo di Viceconsole onorario della Repubblica italiana non avrei mai immaginato di poter arricchire in primis il mio bagaglio umano e soltanto successivamente quello istituzionale. Responsabilità, impegno e dedizione accompagnano questa carica, che è al servizio dei cittadini come punto di riferimento fondamentale per i connazionali e gli abitanti di questo territorio. Il Viceconsolato onorario d’Italia a Buie ha un forte valore, non soltanto simbolico, ma anche effettivo. Esso rappresenta il legame fisico con la Madrepatria, è il luogo in cui gli italiani e non, presenti in quest’area, i turisti e altri, trovano appoggio nei momenti di necessità. Questo è un incarico fatto di dialogo tra istituzioni e persone, un incarico che ha le sue regole e segue un preciso decreto di limitazione delle funzioni consolari. In questi anni ho ricevuto e trasmesso al Consolato generale d’Italia a Fiume le documentazioni relative al rilascio di passaporti, alle iscrizioni alle liste anagrafiche, alle materie pensionistiche e altro. Ho trasmesso atti e fogli, ma la cosa fondamentale è che ho conosciuto le persone che si celano dietro ad esse. Vorrei ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno supportato il mio ruolo e che hanno collaborato con il Viceconsolato”.

Numerose le autorità presenti in sala: l’On. Furio Radin, vicepresidente del Parlamento croato e deputato della CNI, il Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, il Console onorario d’Italia a Pola, Tiziano Sošić, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin, la vicesindaco ArijanaBrajko, la vicesindaco per la minoranza italiana, Jessica Acquavita, l’ex Ambasciatore croato a Roma, Drago Kraljević, i sindaci di Cittanova, Anteo Milos, di Verteneglio, Paolo Klarić, e di Grisignana, Claudio Stocovaz, il presidente dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin, la direttrice della SEI di Buie, Katia Sterle Pincin, la preside della SMSI “Leonardo Da Vinci” di Buie, Irena Penko, la direttrice della Scuola dell’infanzia “Fregola” di Buie, Francesca Deklić, la direttrice della Scuola d’infanzia croata di Buie, Loris Primožić, il presidente del Consiglio cittadino di Buie, Rino Duniš, la presidente della CI di Buie, Eliana Barbo, il responsabile dell’Agenzia della Democrazia Locale di Verteneglio, Umberto Ademollo e numerosi presidenti delle CI locali e di Associazioni del Buiese. A condurre la solennità, Rosanna Bubola, direttrice dell’Università Popolare Aperta di Buie.

A prendere la parola è stato pure il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin: “In un periodo storico, in cui in Croazia non si parlava troppo né del trattato di Schengen né di confini liberi, l’ufficio consolare a Buie ha aperto un dialogo importantissimo con i cittadini del nostro territorio, turisti e altri. Il Buiese ha da sempre costituito un ponte di dialogo con i Paesi limitrofi dovuto principalmente alla vicinanza geografica, ma anche alla collaborazione che si è instaurata. Siamo onorati che la nostra Città sia stata scelta come sede del Viceconsolato onorario d’Italia e che a ricoprire questo incarico sia Giuseppina Rajko, allora preside della Scuola elementare italiana di Buie, oggi vicepresidente della Regione istriana, in quanto svolge con professionalità, serietà e grande dedizione il suo compito”.

Gli Italiani dell’Istria e di Fiume, fino al 1991, per poter svolgere le pratiche consolari si rivolgevano al Consolato d’Italia a Capodistria. Con la nascita dei nuovi Stati di Croazia e Slovenia venne aperto il Consolato Italiano a Fiume con giurisdizione su tutta la regione. L’On. Furio Radin, con orgoglio ha sottolineato l’importanza che il Console onorario – normalmente un cittadino dello Stato ospitante, che agisce su richiesta dello Stato inviante dopo l’autorizzazione dello Stato ricevente detta exequatur – sia un appartenente alla Comunità Nazionale Italiana. In questo contesto ha dichiarato: “Nel 2004, quando è stato istituito il Viceconsolato, dapprima a Buie, poi a Pola e più tardi a Spalato, le funzioni sono state affidate agli appartenenti della CNI. Quindi, prima dell’Unione europea e di Schenghen, si è creato un clima per il quale risultava possibile che appartenenti alla Comunità nazionale italiana potessero avere funzioni rappresentative di un altro Stato, che noi percepiamo come la Madrepatria. Giuseppina Rajko per quindici anni ha svolto in modo egregio questo compito assieme ad altri ruoli importanti e noi ne siamo orgogliosi. Un orgoglio per noi avere delle funzioni di questo tipo che incarnano in qualche modo due entità statuali e che ci rendono felici perché nella nostra identità e nei nostri cuori trovano un posto importante”.

In conclusione, il Console generale Paolo Palminteri ha letto una lettera di augurio molto sentita da parte dell’Ambasciatore d’Italia in Croazia, Adriano Chiodi Cianfarani, nella quale è stata rilevata l’importanza del Viceconsolato come strumento per garantire ai connazionali la tutela dei loro interessi, e il fatto che tale risultato viene conseguito attraverso la quotidiana cura che il Viceconsolato di Buie dedica ai rapporti con il Consolato generale di Fiume, con le istituzioni regionali e cittadine, con tutti gli interlocutori con i quali è stato capace di costruire un clima di collaborazione e fiducia reciproca. Palminteri, consegnando un omaggio floreale a Giuseppina Rajko, ha concluso con un pensiero personale: “Al di là di tutto il lavoro che svolge per i connazionali, per gli italiani, voglio ringraziare Giuseppina perché in questi anni non mi ha mai fatto mancare il suo consiglio prezioso e per avermi onorato in questi anni della sua amicizia”.
Ad eseguire al pianoforte il 1° movimento dalla Sonata “Al Chiaro di Luna” di L. Van Beethoven, è stato Andrea Furlan, giovane e virtuoso pianista buiese. Ad accompagnarlo in due ulteriori brani, Massimo Pincin alla chitarra “.