Storia delle donne di Napoli, a Santa Maria La Nova dibattito con Yvonne Carbonaro

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di Maria Carla Tartarone Realfonzo

Il 25 novembre, a Napoli, in Santa Maria La Nova, si riflette sulle donne e sul loro difficile percorso, in compagnia di Yvonne Carbonaro e del suo recente libro, ”Storia delle donne di Napoli”, edito nel giugno scorso dalla editrice Kairòs. La prefazione di Elena Coccia considera il libro “necessario”, ancor più necessario oggi che noi donne stiamo combattendo, forse finalmente comprese, la nostra difficile battaglia. Il libro in seicento pagine ripercorre la storia di molte donne, iniziando dal primo rapporto con la religione al suo nascere, ripercorrendo la vita di sante e martiri, anche riportando immagini antichissime. Segue il rapporto delle donne con la politica e con il potere, pagine in cui si approfondisce il tema della relazione con l’altro sesso, difficile per i modelli di comportamento e per i “compiti” disegnati dagli uomini per la vita quotidiana.
Nel libro, la scrittrice approfondisce con cura l’analisi della figura femminile, delle sue problematiche nei rapporti anche di lavoro, nella sua progressiva emancipazione in un mondo per lei sempre molto complicato. La storica analizza la vita delle donne nel tempo, ripercorrendo i periodi storici: il Medioevo, il Rinascimento, il Seicento, i tempi della rivoluzione napoleonica, e i secoli successivi, con le donne partecipanti sempre più decise alla vita politica. Le figure proposteci dalla Carbonaro risultano sempre interessanti sia nel percorso descrittivo sia nelle immagini accuratamente inserite, che completano adeguatamente il testo. La scrittrice non esamina soltanto l’antico passato ma ci parla anche delle donne del Novecento e delle donne di oggi, di cui riconosciamo spesso la personalità, incontrandole nelle nostre attività, anche se talvolta non siamo a conoscenza dei loro approfondimenti culturali, attentamente riferiti nel libro. Oggi l’esigenza di difendere le donne è sempre attuale, sempre necessaria, ricordando le violenze che talvolta ancora subiscono persino nelle mura domestiche e se consideriamo le grandi responsabilità che sempre più spesso vengono a loro affidate.