Storie, non Storia: i fatti del passato diventano racconti. A Ischia il festival promosso dal Centro etnografico

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di Fiorella Franchini

“Nella storia non c’è niente di quello che serve per capire la storia – ha scritto Fabrizio Caramagna –. Non c’è il ridere di quelli che hanno riso quando hanno costruito la prima piramide, il piangere di quelli che hanno pianto quando hanno perso la guerra del Peloponneso, il godimento di quelli che hanno goduto quando hanno visto per la prima volta Roma. E le speranze, le illusioni e i sogni”. E’ il momento di cambiare prospettiva ed è questo il progetto della terza edizione del festival “Storiæ, archeologia e narrazioni” che si svolge a Ischia dal 29 agosto al 5 settembre. Protagonista la Storia nella sua diversità, “la Storia nelle sue varie articolazioni, angolazioni, letture e interpretazioni multidisciplinari e, soprattutto, nei suoi diversi protagonismi e nelle sue svariate soggettività”, precisa l’archeologa Alessandra Vuoso, ideatrice e coordinatrice del festival promosso dal CEiC – Centro etnografico campano/Istituto di studi storici e antropologici, ente culturale riconosciuto dalla Regione e Ong consulente dell’Unesco per il patrimonio culturale immateriale. Una narrazione plurale che affianca alla storiografia, le memorie dei singoli e delle comunità. Memorie quotidiane nel tempo della Storia, una scelta che s’innesta in tanti progetti di ricerca orientati alla costituzione di “storie di vita” che, basandosi su topoi della memoria di un campione d’individui della stessa generazione, mirano a integrare la storia con molteplici tempi vissuti. Un rapporto non facile quello tra memoria, ricordo e storia poiché “la memoria è un “fenomeno sempre attuale”, “in evoluzione permanente ”, e “il ricordo racchiude in sé una dimensione affettiva”. Il festival è articolato in sette sezioni fitte d’incontri, conferenze, presentazioni di libri, tavole rotonde, mostre, laboratori, spettacoli, con un’attenzione particolare ai giovani e ai bambini. Una partecipazione esperienziale che mira a coinvolgere il pubblico in maniera completa, stimolando tutti i sensi, il cuore e l’intelletto. La sezione “Gli Spazi della Storia”, proporrà diversi percorsi in vari luoghi dell’Isola alla riscoperta del passato, commentati da guide turistiche ed escursionistiche professioniste per un contatto diretto con le testimonianze storiche e con quei luoghi più significativi dell’Isola, ed il loro patrimonio culturale. Visite guidate nei centri storici di Ischia e di Forio, al museo di Pithecusae, al Castello Aragonese o al Monte Epomeo, in un’originale conversazione a più voci accompagnata da soste musicali, come quella alla cantina di Buonopane per riscoprire gusti e sonorità antiche, tra piatti tipici e canti tradizionali.
Ha dato il via alla manifestazione Teodoro Auricchio, direttore e fondatore dell’Istituto Europeo del Restauro, che ha sede sul Castello Aragonese di Ischia, il quale con il supporto di una ricca documentazione audiovisiva, ha illustrato le vicende legate al restauro degli importanti sarcofagi egizi appartenenti alla collezione del Museo reale del Belgio. Nella sala dell’ex carcere di Torre del Molino alla Spiaggia dei Pescatori, inaugurata la mostra delle illustrazioni pervenute per il contest Ogni uomo NON è un’isola, al quale hanno preso parte giovani disegnatori e artisti italiani. Il tema del recupero della socialità dopo la pandemia è stato variamente interpretato dai giovani artisti. La giuria composta da Massimo Ielasi (gallerista), Michele D’Ambra (disegnatore), Luciano Striani (grafico) ha deciso di assegnare la targa del primo premio a Paolina Di Costanzo, mentre Giusy Acunzo e Rosaria Di Costanzo si sono classificate al secondo e terzo posto: a loro sarà consegnata l’ArteCard Campania con la quale potranno accedere liberamente ai musei campani per un anno. Tutte le proposte, organizzate in collaborazione o in partenariato con altre associazioni (come A.I.Par.C. associazione italiana dei parchi culturali) e manifestazioni come il festival InChiostro, che si svolgerà a Forio in settembre, costituiscono una sorta di Prologo dell’iniziativa che nel mese di ottobre dovrebbe presentare una nuova serie di eventi dedicati al rapporto con la Storia. Cresce il bisogno di guardare indietro, non per cercare risposte e nemmeno per ritrovare un tempo perduto, forse, è soltanto la necessità di avere una piccola certezza: riscoprire la consapevolezza di “essere una foglia che sa di far parte di un albero”.