Strangola la moglie poi tenta il suicidio

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Firenze, 29 dic. – (AdnKronos) – Omicidio con tentato suicidio in ambito familiare a Scandicci (Firenze). Il fatto è accaduto stamani in un’abitazione in via Lorenzo Ghiberti, al civico 9. Un uomo, Rosario Giangrasso, 53 anni, ha ucciso la moglie 43enne Dao di origini thailandesi e poi ha tentato di togliersi la vita.

L’uomo è stato dimesso dall’ospedale fiorentino di Torregalli, dove era stato ricoverato. Dopo le formalità di rito e il fotosegnalamento nella caserma dei carabinieri di Scandicci, l’uomo sarà trasferito nel carcere di Sollicciano. E’ stato arrestato per omicidio.

Secondo una prima ricostruzione, avrebbe colpito la moglie con un mattarello, preso dalla cucina, mentre si trovava distesa su un materasso, appoggiato per terra, in una stanza; una volta stordita, l’ha trascinata in camera, dove sul letto l’avrebbe strangolata con una fascetta, utilizzata per il materiale elettrico. Il corpo della donna, ormai privo di vita, sarebbe stato nascosto sotto una coperta. Il marito, quindi, si sarebbe disteso al suo fianco sul letto e si sarebbe tagliato le vene dei polsi con un coltello preso in cucina.

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, l’omicidio compiuto da Rosario Giangrasso, 53 anni, nel piccolo appartamento di Scandicci (Firenze), che poi ha tentato il suicidio, stato commesso mentre i due figli minorenni erano in casa (una ragazza di 16 anni e un ragazzo di 14 anni). In un primo momento sembrava che i due figli fossero fuori dall’abitazione al momento della tragedia. I due figli dormivano durante l’accaduto. E’ stata la figlia di 16 anni ad alzarsi dal letto per prima e ad accorgersi del padre sanguinante. Poco dopo ha scoperto anche il cadavere della madre. E immediatamente ha chiamato il 112.

Da qualche tempo tra il marito e la moglie erano sorti dei litigi, per questioni anche futili, tanto che da alcuni giorni la donna dormiva su un materasso per terra in un’altra stanza rispetto alla camera, dove ha continuato a dormire il 53enne.

Nell’appartamento dove viveva in affitto con la moglie, Giangrasso ha lasciato due biglietti. In uno, secondo quanto si è appreso, l’uomo rimprovera chi non gli avrebbe dato aiuto per superare le sue difficoltà economiche, mentre ringrazia altri, tra cui un sacerdote, per il sostegno ricevuto. In un altro biglietto, l’uomo chiedeva di essere seppellito con la moglie in una “grande bara e abbracciati”. La famiglia era seguita dai servizi sociali e da tempo versava in difficoltà economiche, con il padre disoccupato. Attualmente viveva in un appartamento pagando un basso affitto.

L’uomo in passato era già finito sulle cronache per una serie di clamorose proteste. Nel 2012, disperato per aver perso il lavoro, si arrampicò su una gru alta 50 metri a Scandicci. Nel 2013 salì su un traliccio, sempre a Scandicci, perché temeva di perdere la camera che gli aveva messo a disposizione il Comune presso un affittacamere. Poco tempo dopo, sempre nel 2013, temendo che i servizi sociali gli togliessero i figli, affisse un cartello all’ospedale di Torregalli, dichiarandosi disposto a vendere un rene per mantenere la famiglia. Nel luglio scorso l’ultima protesta: era salito sulle impalcature della cupola del Duomo di Firenze per richiamare l’attenzione sulla sua condizione economica, disoccupato e sotto sfratto.