Street art, dalla periferia urbana ai borghi: il genio di Jorit a Buonalbergo

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(Foto: di Francesca De Nigris)

di Azzurra Immediato

Il titolo, che coniuga il connubio tra arte di periferia ed arte metropolitana, può apparire un controsenso ed in effetti, almeno in parte, lo è, ma è anche il perfetto accordo che dà avvio al progetto, ideato da Giuseppe Leone, del Palazzetto delle Arti FortoreSannio di Buonalbergo (Bn) in vista di un futuro programma fitto di eventi culturali di grande rilievo.

“We declare the world as our canvas” – “Noi dichiariamo il mondo come nostra tela pittorica” – sono le parole con cui, in un certo qual modo, la Street Art ha dichiarato i propri intenti: l’abbattimento delle tradizionali modalità di veicolazione del messaggio artistico, la volontà di calarsi nello spazio urbano e sociale, la creazione di un legame profondo con la dimensione metropolitana, antropologica e il distacco, invece, dalla obsoleta idea di vandalizzazione del tessuto architettonico. La Street Art, nella sua valenza contemporanea, ha ridisegnato il volto delle città, è divenuta dettaglio fondante della nuova idea di imago urbis, contrastando il grigiore di una archeologia cittadina del decadimento e della fatiscenza. Alla caducità del disinteresse umano, l’arte di strada ha offerto la possibilità di guardare oltre. Soggetto di questa amplissima dimensione artistica è il deus ex machina, lo stratega di un ripensamento dello spazio urbano, ossia lo street artist, in grado di tessere la trama dell’incontro tra le due realtà, investendo su una trasformazione che è, in primis, culturale, oltre che fenomenica.

Il paradosso, dunque, quello ormai abbattuto, superato, si mostra nella regione del Sannio fortorino, in quel di Buonalbergo (Bn) che, in occasione della apertura del Palazzetto delle Arti FortoreSannio, diretto dal Maestro Giuseppe Leone e coadiuvato dal suo team, si propone quale fucina per un grande progetto d’arte onnicomprensiva, inusitata e sorprendente. A dare il via a questa avventura, l’arrivo dello street artist napoletano, di fama internazionale, Jorit Agosh, definito da Giuseppe Leone – che è stato suo professore – “il Caravaggio degli anni 2000” e che, mediante i volti di gente comune e di persone note o di simbolici personaggi, ha abitato spazi delle periferie partenopee sino a giungere oltreoceano. Jorit, cresciuto a Napoli e formatosi poi nel mondo, ha dato vita alla sua “idea di umanità”, un popolo che è divenuto icona, rimandando alla grande tradizione passata, traslandola, però, in un linguaggio attuale. Uomini e donne del popolo, come in gigantografie iperrealiste, calciatori come da figurine, santi come da pale d’altare, hanno generato quella che è stata definita una “tribù” eterogenea eppure profondamente inscindibile, iconograficamente legata ad una caratterizzazione peculiare – come, ad esempio, accade per i segni rossi tracciati sui visi di tutti i suoi protagonisti, quasi fossero emblemi di un rituale semiotico ma anche ancestrale di tradizione africana, che Egli ben conosce – L’idea del contrasto, tuttavia, si pone come una sorta di fil rouge nella ricerca di Jorit che, formatosi anche con il Maestro Leone, nelle storiche aule della Accademia di Belle Arti di Napoli, tende ad un profondo rapporto con il reale, con il simbolo, con la storia e la conoscenza. Ecco, pertanto, l’occasione per aprire un dialogo che esce dagli spazi delle periferie urbane e giunge in quella che, erroneamente, può considerarsi la periferia di un ampio territorio a tradizione rurale che, al contrario, trova nella gloriosa storia del passato il quid unico per raccontarsi, per proporre una traccia narrativa desueta, primigenia.

Presta il tuo volto ad Alberada e Boemondo è il nome del secondo progetto ideato da Giuseppe Leone per Buonalbergo; una ampia parete del borgo antico diverrà quella sorta di grande telero a cielo aperto ove i due personaggi della storia locale torneranno in vita, dipinti da Jorit, rimarcando un appiglio con il passato e con una nuova ricerca di matrice identitaria, afferente alla memoria collettiva. Collettività che sarà parte attiva nella realizzazione di questo progetto. Contestualmente, grazie all’intesa tra Comune di Buonalbergo, Pro Loco e Palazzetto delle Arti FortoreSannio, prenderà avvio un progetto tematico sulla street art, al fine di avvicinare chiunque voglia a questo linguaggio, secondo un approccio didattico e formativo, prima, attivo e pratico poi, a latere della realizzazione del grande murale dell’artista napoletano secondo i concetti di osservazione, conoscenza ed azione. Jorit ed il Palazzetto delle Arti FortoreSannio, dunque, si propongono il – non più utopico – sogno di cancellare i confini tra città e ruralità, tra centro e periferia, per giungere ad un momento ed un luogo unico che è quello dell’arte.
Per info palazzettodellearti@gmail.com

(Foto: di Francesca De Nigris)
(Foto: di Francesca De Nigris)
(Foto: di Francesca De Nigris)