Studio choc del Pascale: Chi non ha i soldi muore più facilmente di tumore

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I pazienti in difficolta’ economica hanno il 20% di rischio di morte piu’ alto. Sono i dati, relativi a 16 sperimentazioni condotte tra il 1999 e il 2015, 3.760 pazienti affetti da tumori del polmone, della mammella o dell’ovaio, analizzati, grazie al questionario EORTC C30, che misura la qualita’ della vita dei pazienti affetti da cancro, da uno studio condotto dall’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli e pubblicato su Annals of Oncology, e presentato insieme al IX Rapporto sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici nel corso della XII Giornata del malato oncologico, organizzata da FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). Lo studio ha selezionato tutte le sperimentazioni le cui analisi principali fossero gia’ state pubblicate e in cui fosse stato utilizzato il questionario EORTC C30 (frequentemente utilizzato per misurare la qualita’ della vita dei pazienti affetti da cancro). Sono state valutate 16 sperimentazioni condotte tra il 1999 e il 2015, a cui hanno partecipato 3.760 pazienti, affetti da tumori del polmone, della mammella o dell’ovaio. “Il 22,5% presentava ‘tossicita’ finanziaria’ e un rischio di morte nei mesi e anni successivi del 20% piu’ alto rispetto ai malati senza tossicita’ finanziaria in corso di trattamento – spiega Francesco Perrone, Direttore dell’Unita’ Sperimentazioni Cliniche all’Istituto ‘Pascale’ di Napoli -. Una persona su cinque colpita dal cancro subisce quindi un contraccolpo economico, che si riverbera in un peggioramento della prognosi. Si tratta di un dato sorprendente perche’ questi pazienti avevano partecipato a sperimentazioni promosse e realizzate all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e non avevano dovuto in alcun modo contribuire al costo dei trattamenti antineoplastici, tutti forniti gratuitamente dal servizio pubblico. Questi risultati rappresentano un campanello d’allarme che ci costringe a riflettere sul fatto che buona sanita’ non significa solo mettere nuovi farmaci a disposizione dei medici e dei pazienti”.