Studio Srm su farmaci, il Sud vince la scommessa. La Campania traina il comparto

80
Nel 2015 il valore aggiunto del settore farmaceutico nel Mezzogiorno è cresciuto del 6%. Il valore aggiunto del comparto è pari a 600 milioni di euro, con oltre un miliardo di fatturato e 2,3 miliardi di export, che è in crescita. Dove si esporta di più? Principalmente nel nord Europa, Belgio e Germania, ma cresce molto anche l’Asia. Sono questi i risultati della ricerca Srm (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) “Un Sud che innova e produce. La filiera Farmaceutica e delle Scienze della vita”, illustrati da Salvio Capasso, responsabile dell’area di ricerca Economia delle Imprese di Srm nella sede del Banco di Napoli-Intesa San Paolo in via Toledo. 

a91436f1edfd1ef875fc1453f9563e8f

Si tratta del quarto volume della collana di studi sui settori manifatturieri di punta del Mezzogiorno. “Negli ultimi 5 anni – prosegue Capasso -, la farmaceutica è stato il primo settore in Italia per crescita della produzione, con un +11% rispetto al -7% della media manifatturiera. Bene anche l’export che ha registrato un +57% rispetto al 23% della media. Sono 125 le unità locali e 13mila gli addetti diretti e indiretti del comparto al Sud, pari rispettivamente al 16,5% e al 10% del totale italiano”. Il Meridione rappresenta il 10% dell’import-export nazionale. La Campania è tra le regioni trainanti, con 270 milioni di euro di valore aggiunto (il 45% del Sud), 530 milioni di fatturato (il 50% del Sud), e 741 milioni di export (un terzo del Mezzogiorno). L’Italia è leader europeo nel settore farmaceutico che ha un valore aggiunto di 9,2 miliardi (+6%), pari al 2,6% dell’industria e allo 0,6% del Pil. Con 1,4 miliardi di investimenti nel 2015 (+15% rispetto al 2014) la ricerca farmaceutica è pari al 7% della ricerca italiana”

 “Il nostro impegno – spiega Francesco Guido, direttore generale del Banco di Napoli, a margine della presentazione dei risultati della ricerca di Srm sul settore farmaceutico e delle biotecnologie – è di accompagnare il settore verso una dimensione internazionale, che sappia cogliere le sfide dell’innovazione, dove noi forniamo soluzioni con le nostre piattaforme informatiche, e di agevolare la crescita della dimensione di impresa attraverso gli strumenti di finanza straordinaria, come gli equity funds. Il gruppo Banco Napoli-Intesa San Paolo ha una posizione privilegiata da questo punto di vista. Il settore farmaceutico al Sud rappresenta il 10% del peso italiano. Un settore così ricco come fatturato e redditività ha grandi margini di crescita. È quasi paradigmatico per le sorti dell’economia meridionale. In Campania – aggiunge – siamo presenti su tutte le imprese, ogni progetto di investimento trova in noi ampia rispondenza. Ma anche gli imprenditori – conclude – si devono impegnare. La presenza al Sud di imprese straniere o del centronord è ancora prevalente rispetto alle meridionali, mi auguro che possa sorgere uno stimolo per nuovi investimenti anche dall’imprenditoria meridionale“.