Subentro per le utenze domestiche: modalità, tempistiche e costi di attivazione

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Trasferirsi in una nuova casa è sempre un passo emozionante, che porta però con sé alcuni adempimenti di cui bisogna assolutamente tenere conto: uno di questi è il subentro, necessario quando si vogliono allacciare le nuove utenze. Vediamo quindi nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona questa procedura.

Cos’è il subentro

Il subentro è un procedimento da mettere in atto quando ci si sposta in una nuova abitazione, che però non va confuso con la voltura, che può sembrare simile ma non lo è. La differenza sostanziale tra i due concetti è che il subentro è un’operazione che va richiesta quando il contatore della casa non è più attivo e lo si vuole far ripartire, mentre la voltura serve a far cambiare l’intestatario della bolletta relativa ad un’utenza ancora attiva.

Se quindi il precedente proprietario dell’immobile ha segnalato all’azienda fornitrice dell’energia l’interruzione della fornitura bisognerà procedere con il subentro, grazie al quale non si è vincolati al contratto precedente, ma è possibile cambiare la scelta dell’erogatore. In questo senso, attualmente ci sono dei fornitori che consentono anche l’istallazione del nuovo sistema di rilevazione elettrico, come nel caso del contatore gas wekiwi, ad esempio, che consente di controllare meglio i consumi rispetto a quello analogico e quindi di monitorare più attentamente le proprie spese.

Si avrà comunque bisogno di effettuare un subentro quando ci si trasferisce in un’abitazione che non abbia un’utenza attiva né alcun contratto di fornitura in essere; in pratica si sta chiedendo un riallaccio del contatore e della fornitura di energia stessa.

Modi, tempi e costi del subentro

Come funziona quindi il subentro con riguardo a modalità e tempistiche? Prima di tutto, è bene sapere che quest’operazione ha dei costi che per il mercato libero sono variabili in base al contratto di cui ci si vuole avvalere, mentre per il mercato di maggior tutela sono stabiliti dall’Arera: 25,86 euro per gli oneri amministrativi, 23 euro di contributo fisso e 16 euro per l’imposta di bollo, tutte cifre a cui va anche aggiunta l’IVA al 22%.

Dal punto di vista della procedura, richiedere un subentro è abbastanza semplice visto che bisognerà soltanto contattare il fornitore prescelto via telefono, web o di persona, fornirgli il proprio codice fiscale e il codice POD o PDR di identificazione del contatore (a seconda che si tratti di luce e gas) per poi compilare e firmare l’apposito modulo che sarà rilasciato, a cui va allegata anche una copia di un documento di identità.

Per quanto riguarda infine i tempi, in generale per un subentro bisogna aspettare 7 giorni lavorativi per la luce e 12 giorni lavorativi per il gas; da ricordare che se si dovesse verificare un ritardo non imputabile all’utente ma invece colpa del fornitore si potrà richiedere un indennizzo in base ai giorni effettivi che si è dovuto aspettare.