‘Suburra 2’ sul set, la mala vuole il sindaco di Roma

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Roma, 16 lug. (AdnKronos) – di Antonella Nesi

Periferia romana, esterno giorno. Da un fuoristrada nero scendono Aureliano (Alessandro Borghi) e Spadino (Giacomo Ferrara). Da una berlina grigia Sara Monaschi (Claudia Gerini) e il politico Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro). È quest’ultimo a parlare per primo. “Quello che abbiamo fatto ieri non è bastato. Adesso serve una cosa più grossa. Ma non a Ostia. Dobbiamo colpire il centro di Roma. Dobbiamo spaventare la borghesia”. “In centro non se po’ fa’ è pieno di guardie e di telecamere”, obbietta il personaggio di Borghi. “Volete entrare negli affari di Roma? Allora dovete fare qualcosa che il giorno dopo stia su tutti i giornali”, insiste Cinaglia. “E che dovemo fa’? ‘Na rapina? Dovemo corca’ qualcuno?”, chiede Spadino. “Di più”, prosegue il politico. “Dovemo amazza’ qualcuno?”, realizza Spadino. “E dovemo anna’ a caso o ce lo dici te?”, aggiunge Aureliano rivolto al politico. “Io un’idea ce l’avrei”, si inserisce il personaggio interpretato dalla Gerini.

È uno dei ciak del settimo episodio di ‘Suburra 2’, la seconda stagione della fortunata serie Netflix prodotta da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction. In questi giorni si gira alla Vela di Calatrava a Tor Vergata, le cui navate di cemento non finite sono diventate già nella prima stagione un ‘non luogo’ di ritrovo, perché lontano dalle ‘giurisdizioni’ di tutti. L’incompiuta Città dello Sport accoglie ancora i protagonisti di quell’intreccio tra politica, criminalità organizzata e Chiesa che è al centro delle vicende della fiction spin-off dell’omonimo film diretto da Stefano Sollima nel 2015. Le riprese della seconda serie (la prima ha inaugurato l’anno scorso le produzioni italiane della piattaforma di intrattenimento via internet) sono giunte alla 21ma settimana su 24 totali.

I nuovi 8 episodi (5 diretti da Andrea Molaioli e 3 da Piero Messina) saranno disponibili su Netflix all’inizio del 2019 e sono ambientati a Roma tre mesi dopo la fine della prima serie, nei quindici giorni che intercorrono tra il primo e il secondo turno per l’elezione del sindaco di Roma. Dietro la macchina da presa dell’episodio 7 c’è Molaioli: “La scena a cui avete assistito – spiega il regista – è quella di una riunione che servirà per alzare ulteriormente la posto in gioco dopo che alcuni eventi non sono andati completamente come dovevano”.

Sempre attento a non fornire alcun tipo di spoiler, il regista spiega infatti che nella seconda stagione “la politica è più centrale”. L’obiettivo scontato è infatti far eleggere il sindaco giusto, quello in grado di favorire gli affari dei protagonisti. Che nel frattempo sono cresciuti in ambizione e potere. Aureliano e Spadino si sono affrancati dalla soggezione alle rispettive famiglie criminali e ne sono diventati i capoclan. La determinatissima Monaschi, dopo aver perso tutto, ha utilizzato le sue entrature in Vaticano per dedicarsi al business degli immigrati. E il consigliere comunale Cinaglia, un tempo politico idealista e onesto, ha definitivamente ceduto alle lusinghe del boss Samurai e si è ritrovato a diventare determinante nella partita elettorale in corso.

“Il mio personaggio si ritrova ad essere ago della bilancia, perché gestisce un pacchetto di voti determinante”, spiega Filippo Nigro. E a lui si avvicina naturalmente anche il personaggio interpretato da Claudia Gerini: “La mia Sara aveva perso tutto ma grazie alle vecchie conoscenze vaticane ha preso il controllo di una onlus che gestisce immigrati. E non volendo perdere il suo potere cerca alleanze nella futura amministrazione capitolina…”. Tutto questo accade mentre vanno avanti le inchieste su ‘Mafia Capitale’: “Diciamo che girando questa serie ci si sente immersi nell’attualità…”, sorride amaro la Gerini, il cui personaggio nella seconda serie “si sporcherà di più le mani – spiega Molaioli – passando dai salotti agli affari di strada”.

Quanto ai due criminali tour court, Aureliano e Spadino, le vicende della seconda serie raccontano la loro prova di maturità malavitosa: “Con l’alzarsi della posta, anche le azioni criminali faranno un salto di qualità. Aureliano sarà più determinato. E ad un cambio di look corrisponderà il percorrere una strada ben precisa, senza tentennamenti, ma con tutte le emozioni del caso, che sono la mia vera prova d’attore su un personaggio che interpreto ormai da 4 anni tra film e serie”, spiega Borghi. Per Spadino (Ferrara), invece, c’è da percorrere una duplice direzione: “Il mio personaggio è ‘zingaro e frocio’ – dice Ferrara – e mentre nella prima stagione queste due realtà erano in conflitto, ora ha intenzione di portare avanti entrambe, con decisione. E di conquistare Roma, dopo avere assunto il comando del suo clan”.

Nella prima serie (in 10 episodi) erano tre i registi coinvolti (Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi) e questo secondo alcuni aveva creato delle disomogeneità nel linguaggio: “Noi – spiega Molaioli – abbiamo sempre cercato una compattezza d’insieme. Probabilmente la scelta di affidare i nuovi 8 episodi a due soli registi si deve ad un ulteriore ricerca in questo senso”.

Il set di ‘Suburra 2’ ha toccato oltre 100 location tra Roma e dintorni: oltre alla Vela di Calatrava, sono stati battuti ciak a Palazzo Spada, a via della Conciliazione, a Montecitorio, in varie vie del centro storico, a Piramide e sul litorale romano, tanto ad Ostia quanto a Fiumicino. Insomma, la romanità della serie è più forte che mai, anche perché Netflix non ne ha affatto paura. Visto che tutti i maggiori successi della piattaforma sono glocal, locali e globali al tempo stesso. “L’ambientazione romana è molto forte ma allo stesso tempo il racconto è universale, facilmente riconoscibile a qualsiasi latitudine”, sottolinea Molaioli.

Per gli interpreti la ‘globabilizzazione’ audiovisiva portata da Netflix ha un sapore preciso: “Ormai faccio più provini all’estero che in Italia – dice Alessandro Borghi – e se devo sintetizzare la potenza di questo cambiamento è l’idea che il mio cellulare possa squillare e qualcuno possa chiedermi di interpretare Superman. Quante serie di Suburra sono disposto a fare? Se mi fanno fare un ruolo in ‘Stranger Things’ (serie di fantascienza Usa targata Netflix di enorme successo, ndr.) firmo subito per altre tre”, conclude ridendo.