Sud, 2 Pmi su 10 puntuali
Barbagallo: Strozzano l’economia

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“Nel Mezzogiorno poco più di 2 imprese su 10 – il 22, 4 per cento in media con punte negative del “Nel Mezzogiorno poco più di 2 imprese su 10 – il 22, 4 per cento in media con punte negative del 19,9 per cento in Sicilia – è puntuale nei pagamenti, con un incremento dei ‘ritardi gravi’ superiore al 232 per cento rispetto al 2010. Un dato che rischia di condizionare l’intero sistema economico nazionale mentre latita un’azione forte del Governo volta a rilanciare la ripresa del Sud”. Ad affermarlo è Carlo Barbagallo, ex presidente dei Giovani di Confindustria Campania e amministratore unico di Cofiba, azienda casertana specializzata nella bonifica del territorio: “I dati che vengono fuori dall’ultimo Studio Cribis D&B aggiornato a marzo sono solo l’ultima spia delle difficoltà che stanno vivendo soprattutto le imprese del commercio, che rappresentano un quinto del tessuto produttivo totale – dice Barbagallo -. Decenni di politiche nazionali insensibili ai problemi del Mezzogiorno hanno portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti: un Pil pro-capite che è esattamente la metà di quello del Centro-Nord, consumi delle famiglie ai minimi storici, un fisco che vede la Campania come la regione più penalizzata d’Italia”. E’ soprattutto sul piano fiscale, secondo l’ex numero uno degli under 40, che si acuisce il gap tra le due parti dello Stivale: “I contribuenti campani, imprese e famiglie, non solo sono i più tartassati d’Italia, ma sono anche quelli che ne ricevono in cambio servizi pessimi se messi a paragone con gli standard del resto d’Italia. Le aliquote sono le più alte del Belpaese, con l’addizionale Irap al 4,97 per cento e Irpef al 2,8 . Le conseguenze? Una perdita di reddito netto rispetto ai minimi di oltre il 7 per cento e la disoccupazione, che specie nella fascia tra i 15 e i 29 anni, supera ampiamente il 50 per cento. Basta dare uno sguardo ai numeri per capire come il Paese sia stato messo in ginocchio dalla latitanza della politica: in sette anni di crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro e la ripresa dei tassi di occupazione sarà molto lenta anche nei prossimi anni”. Come si rimettono in moto occupazione e investimenti? Barbagallo non ha dubbi: “Il lavoro non si crea per decreto e per quanto le previsioni ottimistiche dell’Inps sugli effetti del Jobs Act lascino presupporre una ripresa, occorre creare un contesto favorevole a un reale rilancio degli investimenti. Serve innanzitutto una coraggiosa riforma fiscale, la sola veramente capace di rimettere nel circuito legale le ingenti risorse necessarie a un effettivo rilancio dell’occupazione, della crescita, dello sviluppo. E’ necessaria una riduzione delle tasse, in particolare quelle che gravano sui soggetti produttivi e sui consumatori in prevalenza di beni e servizi nazionali, dove l’effetto moltiplicatore è consistente e genera altro Pil”.