Sud, accordo Anci-Invitalia: 100 mila imprese di giovani e donne in 3 anni

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“Si tratta di un protocollo che rafforza le iniziative di promozione e formazione come ‘Resto al Sud’ e ‘Banca delle terre abbandonate e incolte’, strumenti per i giovani che vogliono fare impresa al sud”: così il ministro per la Coesione territoriale e il mezzogiorno Claudio De Vincenti, intervenendo alla presentazione del protocollo d’intesa siglato tra Anci e Invitalia per sostenere la nascita di nuove imprese innovative promosse da giovani e donne, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, avvalendosi in primo luogo delle opportunità offerte dal programma “Resto al Sud”. Secondo i numeri – illustrati in conferenza stampa dall’ad di Invitalia Domenico Arcuri – in meno di un mese, ovvero dal 15 gennaio scorso quando è stata lanciata la piattaforma informatica per le domande, il progetto sta riscontrando un grande interesse: ci sono 5619 soggetti che che stanno elaborando il business plan e 990 che hanno già determinato il loro piano di investimento, mentre a 11 di loro è stato già comunicato che la richiesta è stata approvata. “L’obiettivo nell’arco di tre anni è avere 100 mila nuovi giovani imprenditori e dopo un mese siamo a 5.600 domande, un ritmo più forte di quello che potevamo immaginare” sottolinea De Vincenti, il quale spiega come “si stia allargando sempre di più l’arco delle banche che sottoscrivono la convenzione con Invitalia per la parte di credito a a tasso zero che mettiamo disposizione dei giovani che vogliono fare impresa (pari al 65%, mentre il 35% è a fondo perduto, ndr)”. Da registrare le adesioni della Banca del mezzogiorno e di Unicredit, “mentre – spiega De Vincenti – sta per aderire Banco di Napoli del Gruppo Intesa”.
“Per chi, anche nel panorama non semplice del Mezzogiorno, vive il particolare svantaggio di affacciarsi con meno certezze del passato sul mercato lavorativo: i giovani – sottolinea Decaro – Resto al Sud è questo: un sistema di agevolazioni per cittadini tra i 18 e i 35 anni di sei regioni meridionali, che investe sulle loro creatività e sulla sensibilità all’innovazione”. “L’Anci – continua – si propone come partner che responsabilmente, consapevole della forza di rappresentare tutti i Comuni informerà, solleciterà, accompagnerà all’attuazione della misura. Noi sindaci possiamo farlo. L’abbiamo dimostrato: a Milano, dove dalle misure ‘Risorse in periferia’, ‘Welcome business’, ‘Tira su la cler’ e ‘Startupper’ sono nate 157 start up innovative; a Cosenza con le residenze per giovani artisti ‘Bocs art’; a Napoli con i giardini condivisi e l’agricoltura sociale di Gardenet; a Perugia, con le attività di tutoring e mentoring delle Officine Fratti; a Bari, con due programmi, ‘Ba29’ e ‘Urbis’, che investono tre milioni per attivare tirocini e creare soggetti che operino nel privato sociale in periferia. La mancanza di lavoro crea insicurezza e l’insicurezza sfiducia. Avvertiamo quindi il tema del lavoro e del lavoro giovanile e delle donne in particolare, come una grande responsabilità. Con la firma di questo protocollo, oggi, noi sindaci ce ne assumiamo un pezzo”. “Tra le principali novità di ‘Resto al Sud’ c’è anche la costruzione di una rete di soggetti pubblici accreditati che supportano la promozione dell’incentivo e la sua divulgazione fino alle case dei giovani meridionali – dichiara l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – Una rete che sosterrà Invitalia nei momenti di incontro e di confronto sul territorio, accompagnando i giovani nell’elaborazione dei business plan, senza chiedere, per questa attività, alcun corrispettivo. Siamo perciò particolarmente riconoscenti al presidente Decaro per averci dato la possibilità, a meno di un mese dall’avvio dell’incentivo fortemente voluto dal ministro Claudio De Vincenti, di essere qui per firmare questo importante accordo”.
“Per chi, anche nel panorama non semplice del Mezzogiorno, vive il particolare svantaggio di affacciarsi con meno certezze del passato sul mercato lavorativo: i giovani – sottolinea Decaro – Resto al Sud è questo: un sistema di agevolazioni per cittadini tra i 18 e i 35 anni di sei regioni meridionali, che investe sulle loro creatività e sulla sensibilità all’innovazione”. “L’Anci – continua – si propone come partner che responsabilmente, consapevole della forza di rappresentare tutti i Comuni informerà, solleciterà, accompagnerà all’attuazione della misura. Noi sindaci possiamo farlo. L’abbiamo dimostrato: a Milano, dove dalle misure ‘Risorse in periferia’, ‘Welcome business’, ‘Tira su la cler’ e ‘Startupper’ sono nate 157 start up innovative; a Cosenza con le residenze per giovani artisti ‘Bocs art’; a Napoli con i giardini condivisi e l’agricoltura sociale di Gardenet; a Perugia, con le attività di tutoring e mentoring delle Officine Fratti; a Bari, con due programmi, ‘Ba29’ e ‘Urbis’, che investono tre milioni per attivare tirocini e creare soggetti che operino nel privato sociale in periferia. La mancanza di lavoro crea insicurezza e l’insicurezza sfiducia. Avvertiamo quindi il tema del lavoro e del lavoro giovanile e delle donne in particolare, come una grande responsabilità. Con la firma di questo protocollo, oggi, noi sindaci ce ne assumiamo un pezzo”. “Tra le principali novità di ‘Resto al Sud’ c’è anche la costruzione di una rete di soggetti pubblici accreditati che supportano la promozione dell’incentivo e la sua divulgazione fino alle case dei giovani meridionali – dichiara l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – Una rete che sosterrà Invitalia nei momenti di incontro e di confronto sul territorio, accompagnando i giovani nell’elaborazione dei business plan, senza chiedere, per questa attività, alcun corrispettivo. Siamo perciò particolarmente riconoscenti al presidente Decaro per averci dato la possibilità, a meno di un mese dall’avvio dell’incentivo fortemente voluto dal ministro Claudio De Vincenti, di essere qui per firmare questo importante accordo”.