Sud, fondi Ue, industria. De Luca: la questione meridionale è colpa del sud

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Sono 20 anni che la questione meridionale è sostanzialmente scomparsa dall’agenda politica del Paese. Trovo ridicolo sparare sul Governo. Facciamola finita“. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, alla direzione del Pd. La questione meridionale “scompare perché si afferma un senso comune leghista, perché emerge una questione settentrionale, che è vera. Ma anche per la responsabilità grande di grande parte della classe dirigente meridionale che si èpresentata priva della necessaria dignità morale, del necessario rigore“. Su questo, dice De Luca, “ha pesato la gestione di una grande emergenza che ha sporcato l’immagine non del Sud, ma dell’Italia“.

Politici non all’altezza

Scompare la questione meridionale – prosegue De Luca – perché mancano i grandi soggetti politici portatori di politiche di respiro. Abbiamo avuto anni di affermazione di un senso comune leghista nel Nord. Grande responsabilità ce l’hanno le classi dirigenti meridionali, che sono presentate prive del rigore morale necessario per governare il Sud“. Per il governatore campano “l’unica cosa evidente è la mancanza dello Stato. E’ presente nel Sud un sistema sociale extra-legale fondato sul presupposto che non esiste un’autorità pubblica. Noi abbiamo l’opportunità di presentare una classe dirigente meridionale non stracciona, non orientata a utilizzare lo Stato come luogo della clientela politica di massa, ma come luogo della soluzione dei problemi“.

Un piano per attrarre investimenti

Vogliamo riproporre in maniera non meccanica, non ottusa, il vincolo per i grandi gruppi industriali pubblici a destinare la gran parte dei nuovi investimenti nell’area meridionale? Fincantienri, Eni, Enel devono destinare il 60-70 per cento dei nuovi investimenti al Sud“. E’ quanto propone De Luca per rilanciare l’industria nel Mezzogiorno.

Rigore nella gestione dei fondi Ue

Sulle risorse comunitarie il governatore della Campania dice che “i soldi veri investiti in Campania saranno non più del 20 per cento. Non ci deve essere più un euro che arrivi al Sud senza una rendicontazione rigorosa e chi governa deve essere chiamato a rispondere, o non saremo credibili“.