Sud, Osservatorio Banche Imprese: in aumento il gap con il resto del Paese

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“Da qui al 2020 continuerà ad allargarsi il divario economico tra il Mezzogiorno e il resto del Paese: nel Sud il Pil crescera’ a ritmi dell’1% l’anno, contro una media nazionale di 1,5%, e l’occupazione solo dello 0,5%. Segnali di ripresa provengono soprattutto dai settori del Tac 3.0, rappresentati dal turismo, dalla filiera agro-alimentare e da quella della cultura”. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle previsioni 2017-2020 dell’Osservatorio Banche Imprese secondo il quale “in Italia le regioni complessivamente piu’ dinamiche dovrebbero risultare il Lazio e le Marche (con una crescita media del Pil che sfiorera’ il 2% annuo) e l’Emilia e Romagna (+1,7% l’anno). Nel Sud la regione piu’ dinamica sara’ probabilmente la Sardegna (+1,2% in media), mentre Basilicata e Molise viaggeranno a tassi di crescita inferiori all’1%”. Sempre secondo l’Osservatorio “le zone a maggiore sviluppo nei prossimi anni saranno concentrate sul Tirreno centrale (con una appendice nel Nord della Sardegna) e nel Piemonte meridionale. Altri nuclei di crescita, ma piuttosto isolati, potrebbero svilupparsi nel Nord Est e nella Sicilia meridionale”. “Probabilmente – prosegue il rapporto – non recupereranno i ritmi di crescita pre-crisi alcune zone interne dell’Abruzzo e della Campania; la costa centro occidentale della Sardegna; la Sicilia centrale; alcune aree della Toscana e del Lazio meridionale; varie province del Nord-Ovest”. “Tra i maggiori comuni del Sud, nei prossimi anni dovrebbero registrare una crescita tra il 3% e il 5% l’anno: Avellino, Caserta, Ragusa, Palermo e Catania – si sottolinea ancora – dovrebbero crescere oltre il 2% l’anno: Catanzaro, Crotone, Aversa, Taranto. Olbia, Sassari, Pescara. Il Pil potrebbe invece contrarsi (a ritmi compresi tra il -1,5% al .0,6% l’anno) in alcuni grandi centri della Sicilia (Bagheria, Trapani, Agrigento, Vittoria, Marsala)”.