Sud, Prodi a Napoli: Il più grande problema italianiìo

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OMNINAPOLI
 
“Non voglio entrare nel merito delle decisioni politiche, ma quello che posso dire è che il Sud è ancora il più grande problema italiano, può essere una risorsa se riusciamo a renderlo risorsa”. Lo ha detto Romano Prodi rispondendo ai cronisti, a margine del workshop “La sfida digitale, Eastwest2017” organizzato dalla Federico II nelle sede di San Giovanni a Teduccio a Napoli, rispetto al ruolo del Mezzogiorno nell’agenda politica nazionale.  “Questa struttura è bella, ma soprattutto è importante perché aiuta a produrre una sofisticata categoria di professionisti, di ingegneri di cui abbiamo tanto bisogno” ha detto Romano Prodi. “Napoli ha una qualità e una quantità di ingegneria eccezionali e aveva bisogno di un allargarsi – ha aggiunto – aver portato qui la Apple è un grande atto di intelligenza utile sia agli studenti che alla città con quest’area che si rivitalizza. È una novità che può far fermentare Napoli grazie alla produzione intellettuale alla vivacità, ma non si può più continuare ad esportare ingegneri bisogna utilizzarli. La città deve ritornare ad essere attrattiva, non devono essere più gli ingegneri ad andare via ma le imprese a venire qui – ha aggiunto Prodi – Questa è la nuova sfida, devono venire qui imprese come la Apple per i centri di ricerca e i centri di riferimento ed entrare in questa macchina culturale nuova”.
“Penso che la rete ha allargato il concetto del bar” ha detto Prodi durante il suo intervento. “Al bar si dicono tutte le cose e anche lì ci sono i leader – ha spiegato – C’è chi beve di più e chi di meno. Ma è più difficile ascoltare un discorso organico. La semplificazione è una delle future tragedie dell’ umanità. La semplificazione così come la complicazione distorce la realtà”. 
“Internet non è il luogo del controllo e della sicurezza” ha aggiunto. “Il cambiamento del mondo è questo – ha aggiunto- Ancora non ha portato danni è vero, ma anche la bomba atomica prima di Hiroshima non ha portato danni. L’ arma si va raffinando e approfondendo. Se con questi strumenti si entra in tutti i software perché non si dovrebbe entrare nelle stanze dove si fanno le strategie elettorali. Così si rompono le pareti della riservatezza politica. Bisogna essere vigili – ha avvisato – perché quando questi strumenti arrivano alla raffinatezza si rischia il super potere dei governi che cercano di impadronirsene, ma non possono. Si entra dappertutto, ma siamo senza difesa”. Per quanto riguarda la possibilità che scoppino guerre, Prodi ha sostenuto che “il problema delle politiche di oggi è quello di adeguarsi al pensiero del popolo. Ossia di interpretare ciò che pensano tutti gli altri. Una razionalità tale arriva al cinismo. Sulla possibilità di guerre, penso che il rischio della follia è una prerogativa dell’ uomo. In teoria – ha concluso Prodi – è per questo che dovremmo lottare”. 
A margine dell’evento ha anche parlato dei problemi della città. “Bagnoli mi addolora, è da anni che speravo venisse rivitalizzata, avrei preferito che questa domanda non mi fosse fatta perché speravo che la rivitalizzazione fosse già partita” ha detto l’ex Premier. “Quando si chiuse lo stabilimento dissi: adesso questa città ha la disponibilità della più bella area del mondo e dopo vent’anni mi chiedete di rivitalizzarla – ha continuato – E’ come quando mi chiedono di Gioia Tauro, quanto di grandioso e potenzialmente forte la natura ci ha dato è stata soffocata. Bagnoli per me è una ferita che brucia moltissimo la speranza era bellissima vediamo se adesso recuperiamo – ha concluso Prodi – La più bella aria del mondo era ed è Bagnoli, tutto sta a svilupparla”.