Sud, quali prospettive: confronto Nappi-Cottarelli. Il reddito minimo? Giusto, ma servono le coperture

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Nella foto di Enzo Agliardi, Carlo Cottarelli (secondo da sinistra) e Severino Nappi (quarto da sinistra)

Il Sud tra occasioni perse e opportunità ancora tutte da sviluppare. E’ il tema dell’ iniziativa – organizzata dall’Associazione Nord e Sud e dal Centro Studi del Pensiero Liberale – dal titolo “Peccati e Peccatori. Sud.Economia.Lavoro”: a confrontarsi sulle prospettive del Mezzogiorno (oggi a Napoli, a Palazzo Alabardieri) il presidente di Nord e Sud, Severino Nappi e l’economista Carlo Cottarelli. Moderatore Carlo Santonastaso, del Mattino. A introdurre i lavori è stato il vice presidente del Centro Studi del Pensiero Liberale, Vincenzo Caputo. Il dibattito è stato l’occasione per analizzare le misure messe in campo per il Sud e la Campania, i contenuti della manovra economica e le azioni di governo locale del territorio.

“In tutti i paesi europei c’è un reddito minimo garantito, il problema è trovare fonti di finanziamento stabili, non si possono finanziare queste cose in deficit”, ha detto Cottarelli. “Il reddito di inclusione – ha detto – era effettivamente basso, ma non si possono prendere soldi in prestito per finanziare il reddito. Per quest’anno si sono trovate fonti di finanziamento, ma l’anno prossimo? Si fa l’aumento dell’Iva? Il governo dice che non ci sarà, allora cosa si fa? Si prendono altri soldi a prestito e il deficit aumenta al 3%? Questo resta in sospeso”.

Cottarelli ha parlato anche delle fake news economiche e dell’impatto che potranno avere sulle prossime elezioni europee: “Il mio prossimo libro – ha detto – sarà sulle bufale economiche e temo che sarà molto lungo. La potenza della rete è enorme. Siamo molto influenzabili da quello che vediamo sullo schermo televisivo o pc e in rete si mettono cose che non sono vere e rimbalzano dappertutto, è difficilissimo andarle a sconfiggere e correggere. Ci vorrebbe un’operazione verità, serve una buona informazione in tv purché non faccia il lavaggio del cervello”.

L’obiettivo del confronto è stato anche quello di iniziare a costruire una rete con le imprese, il mondo del lavoro, le professioni e la società civile, nella consapevolezza che occorre una strategia nuova per il Meridione che unisca e non divida il Paese.