Sud, Svimez: Il dualismo con il Nord tende a crescere

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Il dualismo tra Nord e Sud d’Italia tende a crescere. Oggi viviamo una situazione in cui il Nord declina e il Sud sprofonda“. Questa la fotografia economica del Paese secondo Adriano Giannola presidente Svimez intervenuto al convegno “Il governo delle metropoli italiane” promosso dalla Scuola di Governo del territorio istituita presso il Consorzio Promos ricerche da diverse istituzioni e rappresentanze del mondo scientifico tra cui le Università della Campania, il Cnr, la Camera di Commercio e l’Ifel Fondazione Anci. Secondo Giannola, la situazione attuale è la dimostrazione che “la politica degli ultimi venti anni basata sulla volontà di trasferire il distretto industriale al Sud è fallita con danni enormi per il Mezzogiorno e per il resto del Paese“. La ‘ricetta’ per uscire da questo quadro economico e sociale, secondo il presidente Svimez, è la necessità “di programmare la ripresa dello sviluppo e non della crescita perché se ci agganciamo a questa misera crescita europea ci metteremo venti anni a tornare ai livelli del 2007″. Un quadro in cui la città metropolitana di Napoli svolge un ruolo “di fulcro” dove – dice Giannola – “tutto è più drammatico, ma le potenzialità sono talmente evidenti che è scandaloso che non siano indicate come priorità nazionali per il bene del Paese oltre che per recuperare una realtà che sta andando alla deriva“. Lo sviluppo dell’Italia, dunque, secondo i relatori del convegno, deve ripartire proprio dalle aree e dalle città metropolitane che – secondo i dati forniti – producono il 40 per cento del Pil nazionale. Da qui l’invito del direttore della Scuola Riccardo Realfonzo a “far vivere la riforma delle Città metropolitane se vogliamo rilanciare l’economia e – aggiunge – a investire perché l’apparato delle infrastrutture delle aree metropolitane italiane è inferiore per qualità e quantità alle medie europee“. La ripresa del Mezzogiorno e di Napoli, dunque, passa per gli investimenti in infrastrutture a cui – secondo Realfonzo – devono concorrere “tutti gli attori del governo della città a cominciare dalla Regione attraverso il corretto utilizzo dei fondi europei e dallo Stato attraverso investimenti pubblici“.