Suicida il figlio maggiore di Fidel Castro

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L’Avana, 2 feb. (AdnKronos) – Fidel Castro Diaz-Balart, 68 anni, figlio maggiore dell’ex leader cubano Fidel Castro, è morto suicida. Lo riportano i media di Stato cubani che spiegano come mesi fa l’uomo era stato in cura per una forte depressione.

“Il dottore in scienze Fidel Ángel Castro-Balart, che era stato assistito da un gruppo di medici per diversi mesi per un profondo stato depressivo, ha attentato contro la sua vita la mattina di oggi primo di febbraio”, si legge sull’organo di stampa ufficiale ‘Granma’. “Durante la sua attività professionale, interamente dedicata alle scienze, ottenne importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. I suoi funerali saranno organizzati secondo le decisioni della famiglia”.

Soprannominato “Fidelito” per la sua somiglianza con il padre, il primogenito del fondatore della rivoluzione cubana nacque dal primo matrimonio di Fidel Castro con allegra Diaz-Balart, figlia di un politico cubano degli anni ’40. Nato il primo settembre 1949, “Fidelito” è stato inviato da suo padre in Unione Sovietica per studiare fisica nucleare, un settore nel quale ha ricoperto alte cariche dal 1983 al 1992, prima di essere nominato Vice-Presidente dell’Accademia delle scienze di Cuba, ruolo che ha ricoperto fino alla sua morte.

Fidelito è stato un simbolo della complessità dell’esperienza cubana dopo la rivoluzione. Dopo il divorzio tutta la famiglia Diaz-Balart era fuggita in esilio volontario nella vicina Florida, terra dell’imperialismo yankee. “Mi rifiuto persino di pensare che mio figlio possa dormire una sola notte sotto lo stesso tetto dei miei nemici più ripugnanti e ricevere sulle sue innocenti guance i baci di quei Giuda miserabili”, scrisse il defunto leader cubano in una lettera a sua sorella.

Quando Fidel arrivò al potere la donna aveva mandato il figlio a trovare il padre, che però non l’aveva più fatto rientrare negli Usa ed era stato per questo accusato di vero e proprio rapimento. Più tardi, dopo che Castro si è risposato, Fidelito diventò il maggiore di una grande nidiata di bambini, ben 11. Fidelito era anche il cugino del rappresentante degli Usa Mario Diaz-Balart e dell’ex membro del Congresso degli Stati Uniti Lincoln Diaz-Balart, grandi nemici di Fidel Castro.

Negli anni ’80, il líder máximo aveva sfruttato suo figlio per guidare il programma nucleare di Cuba. Nato da un’idea: la Centrale Nucleare di Juragua, un complesso appoggiato dalla Russia destinato a potenziare con orgoglio l’isola comunista e fornire una spinta durante i periodi di crisi economica. Il figlio maggiore della dinastia di Castro sembrava improvvisamente destinato alla grandezza.

Quei sogni sono crollati insieme al muro di Berlino. L’implosione dell’Unione Sovietica ha privato Cuba, per un periodo, del suo più grande benefattore. Allo stesso tempo, problemi insormontabili di natura tecnica e finanziaria hanno condannato la fabbrica, che è diventata una reliquia abbandonata della Guerra Fredda. L’anziano Castro accusò pubblicamente il figlio, che licenziò senza tante cerimonie nel 1992. “Non c’è rassegnazione. E’ stato licenziato per incompetenza. Qui non c’è una monarchia”, disse.

Anche se Fidelito avrebbe in seguito ottenuto nuove nomine – al momento della sua morte, era consigliere scientifico del Consiglio di Stato e vicepresidente dell’Accademia delle scienze di Cuba – non è mai riuscito a riprendersi. Pochi lo consideravano un giocatore serio nella politica dell’isola, ora governato da suo zio, Raul Castro, che dovrebbe dimettersi ad aprile.