SuisseLeaks, frode fiscale da 180 miliardi di euro

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A cura di Antonio Arricale E’ già stato battezzato “SuisseLeaks”, il nuovo scandalo emerso da una frode fiscale da oltre 180 miliardi di euro messa in piedi con la complicità di un A cura di Antonio Arricale E’ già stato battezzato “SuisseLeaks”, il nuovo scandalo emerso da una frode fiscale da oltre 180 miliardi di euro messa in piedi con la complicità di un colosso bancario inglese. Sarebbero almeno 120 mila nomi coinvolti, tra società offshore e persone, alcune delle quali molto note. Anche italiani. Lo scandalo è stato portato alla luce dal quotidiano francese Le Monde, che ha successivamente condiviso le informazioni con altre testate (per l’Italia c’è L’Espresso ) coordinate dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigatori (International Consortium of Investigative Journalists, ICIJ), già noto per aver rivelato di recente lo scandalo LuxLeaks. Le Monde ha scoperto che tra il 9 novembre del 2006 e il 31 marzo del 2007 sono transitati, sui conti della filiale svizzera di HSBC, 180,6 miliardi di euro appartenenti a 100 mila clienti e 20 mila società offshore mai resi noti al fisco dei paesi di competenza. Molti dei nomi corrispondono a quelli contenuti nei file rubati nel 2008 da un ex dipendente di HSBC Private Bank, Hervé Falciani e successivamente girati alle autorità francesi (la cosiddetta “Lista Falciani”). Molti i nomi di spicco: il quotidiano d’oltralpe cita il re del Marocco, Mohamed VI, l’attore statunitense John Malkovich, l’attore francese Gad Elmaleh, compagno di Charlotte, figlia di Carolina di Monaco, il re giordano Abdullah II, i cantanti Phil Collins e Tina Turner, il pilota di Formula 1 Fernando Alonso, il banchiere spagnolo Emilio Botin (ex top manager di Banco Santander morto nel settembre del 2014). Ma compaiono nella lista nera anche industriali, uomini politici, trafficanti d’armi e di droga, finanziatori di gruppi terroristici. Nella black lista degli evasori c’è anche un nutrito gruppo di italiani (7.499 nomi), con l’Italia che risulta quinto Paese per numero di clienti che si sono serviti dei “favori” di HSBC. Tra i nomi di spicco figurano Valentino Rossi, Flavio Briatore e lo stilista Valentino. Le Monde ha comunque tenuto a precisare che molti dei clienti di SuisseLeaks potrebbero avere regolato, nel frattempo, i loro conti con il fisco. Borse asiatiche Mercati asiatici contrastati in avvio di settimana. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni con un progresso dello 0,36% a quota 17711 ed anche Shanghai si muove in territorio positivo (+0,6%). Sotto la parità invece Hong Kong che arretra dello 0,4% e Seoul che ha chiuso in calo dello 0,44%. L’incertezza è dettata dai recenti dati macro delle due principali economie mondiali: se da un lato infatti quella americana ha fatto registrare venerdì un progresso superiore alle attese per quanto concerne gli occupati del settore non agricolo, dall’altro quella cinese ha mostrato nuovi segnali di rallentamento con le importazioni apparse in forte calo a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si naviga dunque a vista sui mercati, in attesa che la situazione si faccia più trasparente. Restando nell’ambito macroeconomico da segnalare questa mattina che l’Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato il dato relativo all’Economy Watchers corrente, sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in relazione all’attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori. Nel mese di gennaio la lettura segna un progresso a 45,6 punti da 45,2 punti di dicembre (41,5 in novembre), contro attese degli eco nomisti per 45,8 punti. Raggiunge invece la barriera di 50 punti (che separa ottimismo da pessimismo) la componente in prospettiva del sondaggio: l’outlook è infatti migliorato a 50 punti da 46,7 punti di dicembre (44,0 in novembre). Lo stesso Ufficio ha fatto sapere che nel mese di gennaio l’indice della fiducia dei consumatori è salito a 39,1 punti da 38,8 di dicembre (37,7 in novembre e 38,9 in ottobre). Il dato, secondo mese consecutivo di progresso, si confronta con attese degli economisti per una lettura a 39,3 punti. La Bank of Japan ha comunicato che in gennaio i prestiti erogati dagli istituti di credito del Sol Levante sono cresciuti del 2,5% contro il 2,6 di progresso di dicembre. Escludendo i trust la crescita dei prestiti è stata del 2,6% contro il dato rivisto dal 2,7 al 2,8% di incremento per dicembre. Il ministero delle Finanze giapponese ha reso noto che il surplus delle partite correnti si è più che dimezzato in dicembre a 187,2 miliardi di yen da 433,0 miliardi di novembre (833,4 miliardi in ottobre), contro attese degli economisti per 355,8 miliardi. Il deficit della bilancia commerciale si è ridotto nel mese da 636,8 a 395,6 miliardi di yen, contro attese degli economisti per 472 miliardi. L’import è cresciuto in dicembre del 6,7% a fronte del balzo del 19,3% segnato dall’export. In Cina infine, come già anticipato, secondo i dati diffusi dalla General Administration of Custom (l’autorità delle dogane cinesi), in gennaio il surplus della bilancia commerciale è salito a 60 miliardi di dollari da 49,61 di dicembre a fronte di attese degli economisti per 48,20 miliardi di dollari. Si tratta del nuovo record, oltre i massimi di 54,4 miliardi segnati in novembre. Nel mese l’export è calato del 3,3% contro il progresso del 9,7% registrato in dicembre e il 5,8% di crescita stimata dagli analisti. L’imp ort è invece crollato del 19,9% a fronte del calo del 2,4% di dicembre e della flessione del 3,2% del consensus. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,34%, l’S&P 500 lo 0,34 e il Nasdaq Composite lo 0,43%. I listini azionari si sono indeboliti dopo che il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha invitato la Grecia a prorogare il programma di salvataggio concordato con la troika almeno fino al 16 febbraio, per scongiurare problemi finanziari all’Eurozona. Inoltre l’agenzia Standard & Poor’s ha tagliato il rating di Atene a B- da B. In precedenza gli indici avevano beneficiato dei dati macroeconomici sul fronte occupazionale. Nel mese di gennaio i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono aumentati di 267 mila unita’. Il dato è superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 225 mila impieghi. Rivista al rialzo la rilevazione di dicembre a 320 mila impieghi dai 240 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione è salito lievemente al 5,7%, a fronte del 5,6% atteso. Il salario orario medio è cresciuto dello 0,5% su base mensile a fronte di un incremento dello 0,3% atteso dagli analisti. Sul fronte societario Twitter +16,34%. L’utile adjusted del social media nel quarto trimestre si è attestato a 0,12 dollari per azione. Gli analisti avevano previsto 0,06 dollari. Meglio del previsto anche il giro d’affari a 479,1 milioni contro i 453,8 milioni del consensus. Il numero di utenti attivi sono aumentati del 20% a 288 milioni. Verizon Communications +3,09%. L’operatore telefonico ha annunciato la vendita di asset per complessivi 15,6 miliardi di dollari. Exelis +36,25%. Harris Corporation ha annunciato l’acquisto del gruppo rivale per 4,75 miliardi di dollari in azioni e in contanti. GoPro -13,33%. Il produttore di telecamere indossabili ha fornito un outlook per il trimestre in corso deludente. L’utile per azione è atteso nel range 0,15-0,17 dollari (consensus 0,17 dollari). Yelp -21,52%. La crescita del numero di visitatori del sito di recensioni ha rallentato nell’ultimo trimestre. Sul titolo sono piovute raffiche di giudizi negativi da parte dei broker. LinkedIn +10,71%. I ricavi del social network per professionisti nel quarto trimestre sono cresciuti più delle attese a 643 milioni di dollari da 447 milioni di un anno prima (consensus 617,4 milioni). Meglio del previsto anche l’utile per azione adjusted a 0.61 dollari (consensus 0,53 dollari). Per il 2015 la società stima un Eps adjusted di 2,95 dollari. Gli analisti erano fermi a 2,74 dollari. eBay +0,39%. Il colosso delle aste online ha rivisto al rialzo i risultati 2014 e del quarto trimestre alla luce di un minore carico fiscale. Il risultato netto dell’intero anno passa così da -41 milioni a +46 milioni. L’utile del quarto trimestre passa da 936 milioni a 1,02 miliardi. Moody’s +5,06%. L’agenzia di rating ha archiviato il quarto trimestre con risultati in crescita. L’utile è aumentato a 236,3 milioni di dollari (1,12 dollari per azione) da 206,7 milioni di un anno prima mentre i ricavi sono cresciuti del 13% a 877,5 milioni. I dati sono anche superiori alle attese (consensus Eps 0,95 dollari, ricavi 849 milioni). Per l’esercizio 2015 la società stima un utile per azione compreso tra 4,55 e 4,65 dollari. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in netto ribasso a causa dei timori in Ucraina e Grecia. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,9%, il Cac40 di Parigi l’1,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,5% e l’Ibex35 di Madrid l’1,5%. Passato l’effetto legato alle indicazioni migliori del previsto arrivate dagli Stati Uniti, venerdì i listini europei hanno chiuso la settimana all’insegna della prudenza in attesa di novità dal fronte greco. A Londra il Ftse100 ha terminato l’ultima seduta dell’ottava a 6.853,44 punti (-0,18%) mentre il listino francese, il Cac40, è sceso dello 0,26% a 4.691,03. Rosso di mezzo punto percentuale per il Dax (-0,54%) che si è fermato a 10.846,39. Italia Il Ftse Mib segna -1,82%, il Ftse Italia All-Share -1,70%, il Ftse Italia Mid Cap -0,97%, il Ftse Italia Star -1,07%. Piazza Affari venerdì ha chiuso in moderato ribasso nel giorno che ha confermato la forza del mercato del lavoro statunitense. Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,28% a 20.760 punti. Tra le banche ancora in luce le poplari nella settimana in cui il premier Matteo Renzi ha assicurato che il Governo non ha intenzione di fare retromarcia sul decreto che obbliga questi istituti a trasformarsi in società per azioni entro 18 mesi. Gli acquisti hanno quindi premiato Banco Popolare (+1,21% a 12,53 euro), Popolare dell’Emilia Romagna (+2,86% a 6,635 euro) e Popolare di Milano (+1,44% a 0,77 euro). Bene anche Montepaschi che ha chiuso con un progresso del 2,95% a 0,432 euro e Unicredit che è avanzata dello 0,54% a 5,525 euro. Ancora negativa Enel (-0,40% a 3,90 euro) dopo lo scivolone in scia ai risultati preliminari del 2014. Restando nel comparto energetico Eni (-0,82% a 15,56 euro) è finita nel mirino della speculazione sulla possibile cessione della divisione Gas & Power con eventuale Ipo. Positiva invece Saipem (+0,34% a 8,795 euro) che si è aggiudicata un contratto per il progetto del giacimento Kashagan, nelle acque kazake del Mar Caspio, del valore complessivo di circa 1,8 miliardi di dollari. Finmeccani ca (+1,48% a 10,22 euro) ha proseguito la sua corsa confermandosi sui massimi dal novembre 2010.


I dati macro attesi oggi Lunedì 9 febbraio 2015 Incontro G20; 00:50 GIA Bilancia partite correnti dic; 06:00 GIA Indice fiducia consumatori gen; 07:00 GIA Indice Economy Watchers gen; 08:00 GER Bilancia commerciale dic; 10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) feb.