Sul gozzo o in boutique: due modi di conquistare l’ospite al Caruso. Parlano Antonio Vuolo e Rossella Carrano

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in foto Rossella Carrano
In tour via mare lungo gli spettacolari anfratti costieri o in hotel tra splendidi abiti sartoriali: Antonio Vuolo, Boat Captain del Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, e Rossella Carrano, Boutique Supervisor della stessa struttura, raccontano il loro modo diverso e complementare di conquistare e accontentare gli ospiti
di Emilia Filocamo
Si dice spesso, quasi per abitudine, che il luogo di lavoro diventa una seconda casa e che ciò che lo anima, ovviamente i colleghi,  diventano  una seconda famiglia. In questo caso, nel caso specifico di Antonio Vuolo, Boat Captain del Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, nocchiero tra le meraviglie della Costiera Amalfitana a bordo del gozzo Aprea, e di Rossella Carrano, Boutique Supervisor sempre del Caruso, il refrain è una conferma, una realtà. Marito e moglie, Antonio e Rossella condividono la vita lavorativa e anche familiare con estrema discrezione. Entrambi declinano in modo differente e in base ai ruoli, la passione di chi conosce la struttura da tempo, l’amore e la conoscenza per il paesaggio, per il mare, nel caso di Antonio, oppure   la consapevolezza della psicologia e della complessità degli ospiti, dei desideri, delle necessità, del modo migliore per accontentare chi arriva al Caruso e ha già tutto, ma che ancora è alla ricerca di uno stupore in più, nel caso di Rossella. Antonio Vuolo lo fa en plen air, mostrando scorci indimenticabili, insegnando il nome degli scogli o degli anfratti, raccontando di leggende  e personaggi che hanno abitato questa o quella villa aggrappata alle rocce; Rossella lo fa all’interno dell’hotel, consigliando, arrivando da una stoffa pregiata o dalla  foggia di un abito elegante al cuore dei clienti, perché indovinare un colore, un modello non è un gioco facile, specie con chi ha davvero tutto e con chi sembra troppo abituato a vedere i desideri realizzati.
in foto Antonio Vuolo
 
Antonio Vuolo
Boat Captain
Antonio, si dice che la Costiera Amalfitana, vista dal mare, cambia completamente. Qual è secondo te l’aspetto   che manda davvero i turisti in visibilio?
Ogni volta che i turisti vedono la Costiera dal mare ho la stessa impressione: è come assistere a un film che conosci, ma che dal vivo è mille volte più emozionante. E’ quello che li lascia senza fiato.
Cosa vuol dire offrire un’esperienza di lusso anche a bordo: dettagli, attenzioni, sorprese. Ci racconti una tua giornata tipo in barca con gli ospiti?
Quando sali su una barca il lusso vero è che il tempo cambia ritmo. Io cerco di guidare quella magia: al mattino preparo ogni cosa con precisione quasi rituale, poi accolgo gli ospiti con il sorriso che apre il viaggio. Durante la navigazione creo momenti: un primo tuffo in un’acqua che sembra dipinta, una degustazione di prodotti locali, una storia della Costiera raccontata mentre si navigano le acque cristalline immersi nella quiete assoluta. Ogni sorpresa è discreta, mai invadente. Il lusso quello vero è un’emozione costruita con gentilezza.
Il tuo ricordo più bello del mare quando eri bambino?
Il mio ricordo più bello da bambino è legato alle uscite a pesca con mio padre: momenti semplici, ma indimenticabili.
Seneca ha scritto: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” Fuor di metafora, Antonio Vuolo sa scegliere con coraggio il vento ed il momento favorevoli?
Sì, so scegliere il vento giusto. Perché un marinaio non aspetta la fortuna: osserva, ascolta, decide. E quando arriva il momento, non esita.
 
 
Rossella Carrano

Boutique Supervisor

 

Rossella, lavorare nella boutique di un hotel 5 stelle lusso, significa riuscire a conquistare ospiti abituati ad avere tutto. Solitamente come ci riesci?
Il mio obiettivo non è sorprenderli con qualcosa di più, ma con qualcosa di diverso: un’attenzione autentica, misurata e dedicata solo a loro. È questo che li conquista. Gli ospiti spesso cercano ciò che non è visibile: discrezione, ascolto sincero, cura del dettaglio. È lì che cerco di conquistarli, con un servizio che non invade ma che  accompagna. Un sorriso autentico, un’attenzione delicata, un consiglio discreto: piccoli gesti che creano un grande ricordo.
 Nel corso della tua lunga carriera immagino che ti sarai interfacciata con il mondo intero. C’è un episodio, c’è un cliente che ricordi con particolare emozione e piacere?
Sì, c’è un episodio che porto nel cuore. Una volta una cliente molto riservata entrò in boutique senza dire quasi una parola. Cercava un regalo per la figlia, ma si vedeva che in realtà cercava rassicurazione. Abbiamo parlato poco, ma con naturalezza; l’ho accompagnata nella scelta ascoltando più ciò che non diceva. Alla fine, mi ha ringraziata con un sorriso emozionato e mi ha detto: ‘Lei oggi ha capito me, non il prodotto’. È stato uno di quei momenti in cui ricordi perché ami questo lavoro.
Un capo che, secondo te, rappresenta pienamente il tuo modo di essere?
Un abito che mi rappresenta è quello che indosso quando mi sento davvero me stessa: morbido, accogliente, capace di trasmettere calma. Perché alla fine ciò che cerco è far sentire gli altri bene, prima ancora di stupirli.
A fine stagione, quando devi ovviamente svuotare la boutique per la pausa invernale, immagino che ti assalga un po’ di malinconia. La prima cosa che pensi prima di chiudere definitivamente le luci e la porta?
Prima di spegnere le luci penso sempre ai volti che ho incontrato. Alle storie, ai sorrisi, alle emozioni che i clienti mi hanno trasmesso e quelle che ho provato con loro per farli sentire sempre coccolati. Due mondi apparentemente distanti che si incontrano nell’attenzione e nella volontà di dedicarsi all’altro.
L’intervista doppia si chiude qui: Antonio Vuolo sfrutta sapientemente correnti e venti, Rossella Carrano consiglia e accompagna alla scelta con il fare e con l’esperienza di chi sa che ci sono cose che non possono essere comprate, nemmeno con tutto il denaro del mondo. E queste cose, semplici e spettacolari, sono in un tramonto che cola rosso sul mare della Costiera Amalfitana oppure nello sguardo complice di chi, mostrando un capo, mostra molto di più, mostra cuore, capacità di ascolto. Di tutto ciò anche coloro che hanno già tutto, hanno una estrema  necessità ed  un autentico bisogno.