Sulle borse la paura degli attentati e delle elezioni

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È aumentata la preoccupazione sui mercati, stamattina. Sui mercati della Vecchia Europa, almeno, che risentono – sia per il fuso che per la vicinanza e le questioni politiche sul tappeto – del nuovo attentato terroristico che ieri sera ha colpito al cuore Parigi. Insomma, tra gli investitori è aumentata sicuramente l’incertezza, tanto che quasi tutte le borse europee si stanno muovono, almeno ora, in territorio negativo. Al momento, infatti, soltanto il maggiore indice di Francoforte segna un timido +0.02%, mentre da Milano (-0.38%) a Londra (-0.18%), alla stessa Parigi (-0.59%), a Madrid (-0.55), a Zurigo (-0.17%) a Lisbona (-0.39%) è una teoria di segni negativi.

Ma più che il terrorismo, a ben vedere, preoccupa la miscela che questo – almeno nell’immediato – combina con l’ansia legata al voto di domenica prossima per il primo turno delle presidenziali.

Il clima, ovviamente, contagia anche il mercato del Forex se è vero che il rapporto Euro/Dollaro è sostanzialmente stabile per non dire fermo a quota 1,073 e dintorni. Lo yen invece è in moderato recupero sul dollaro, anche se si è deprezzato dello 0,60%.

Nessuna variazione significativa nemmeno per l’oro, che scambia sui valori della vigilia a 1.279,7 dollari l’oncia, così come si muove sulla parità il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che si attesta a 50,76 dollari per barile.
Di diverso tenore, invece, le borse di New York che ieri ha chiuso la seduta in rialzo (il Dow Jones ha guadagnato lo 0,85%, l’S&P 500 lo 0,76% e il Nasdaq Composite lo 0,92%: per l’indice tecnologico si tratta della chiusura più alta di sempre); e della regione asiatica.

Com’era già successo giovedì è stata ancora una volta Tokyo a sostenere l’andamento positivo dei mercati orientali, appesantiti invece sempre dalla performance di Shanghai, che è tornata a perdere terreno dopo il recupero della precedente seduta, seduta – si ricorderà – che aveva messo fine a una striscia negativa di quattro sessioni.

Le notizie positive, dunque, arrivano dagli Usa con lo U.S. Treasury Secretary Steven Mnuchin che ha parlato di progressi nei piani di riforma fiscale che sono uno dei principali obiettivi dell’amministrazione di Donald Trump.

E sempre dagli Usa a restituire fiducia sono state anche le parole del governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda, il quale a New York ha ribadito che manterrà le politiche accomodanti in corso.

In conclusione, il Nikkei 225 ha chiuso alla fine con un guadagno dell’1,03% (performance simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,07%).

Sul fronte delle materie prime, dopo le recenti nette perdite il minerale di ferro è in rally di oltre il 3% nella terza seduta consecutiva di apprezzamento e questa è una buona notizia soprattutto per Sydeny: i colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto hanno scambiato infatti in progresso del 2-3% (superiore al 5% invece l’apprezzamento di Fortescue), contribuendo alla crescita di oltre lo 0,60% dell’S&P/ASX 200.

A Hong Kong l’Hang Seng ha chiuso in lieve calo (-0.06%) mentre il maggiore indice di Shanghai e il coreano Kospi hanno chiuso rispettivamente a +0.03% e a +0. 74%)

IL CALENDARIO DI OGGI
Venerdì 21 aprile 2017

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