Sviluppo: 600 milioni e 7mila addetti Così riparte l’industria in Campania

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Quanto pesano, in termini di investimenti, i contratti di sviluppo in Campania? E quanti posti di lavoro producono? E, soprattutto, che ruolo giocano le imprese in questa opera di rilancio industriale Quanto pesano, in termini di investimenti, i contratti di sviluppo in Campania? E quanti posti di lavoro producono? E, soprattutto, che ruolo giocano le imprese in questa opera di rilancio industriale della regione? Partendo dall’analisi dei dati diffusi dal Governo in seguito alla firma degli ultimi accordi ecco un quadro completo della situazione in Campania. Determinante il ruolo delle aziende, che partecipano direttamente all’operazione mettendo nei contratti di sviluppo 167,3 milioni di euro di risorse proprie su un totale di 346,2 milioni. Lo Stato, invece, per gli 11 accordi appena sottoscritti concede, in Campania, agevolazioni per complessivi 178,9 milioni di euro. Investimenti congiunti che consegnano 7395 posti di lavoro al mercato occupazionale della regione, il più disastrato d’Italia. Allargando l’orizzonte si può verificare quanto sia importante in ruolo della Campania: 11 dei 24 contratti di sviluppo appena sottoscritti (17 sui 36 totali realizzati dall’inizio del programma a oggi) riguardano esclusivamente questo territorio: quasi il 50 per cento del totale. E ancora: prendendo in considerazione i fondi utilizzati da aziende e Governo, sia per i contratti già sottoscritti che per quelli da realizzare adesso, si arriva a quota 589,8 milioni di euro su un totale di 1,4 miliardi. In pratica il 42 per cento dell’investimento complessivo è appannaggio della Campania. Prevale l’industria La maggior parte dei fondi è impiegata per il rilancio industriale. Mbda, stabilimenti a Bacoli e Giugliano in provincia di Napoli, utilizza i suoi 38,4 milioni di euro per progettare e produrre sensori avionici da utilizzare nelle operazioni di monitoraggio e protezione del territorio mediante apparecchi volanti telecomandati. Prysmian Powerlink, società con tre siti produttivi in Campania, ottiene 48,4 milioni per migliorare l’efficienza della filiera produttiva dei cavi sottomarini attraverso l’impiego di nuove tecnologie. A Whirlpoole Europe, colosso della produzione di elettrodomestici da anni insediato a Napoli, vanno 31 milioni di euro da utilizzare per la produzione di un innovativo lavabiancheria dotato di elevata capacità di carico, efficienza di lavaggio e minori consumi idrici e energetici. Il progetto, inoltre, prevede l’accrescimento della capacità produttiva dello stabilimento campano. Investimento consistente, 48 milioni di euro, anche nel caso della Seda Italy, azienda che realizza imballaggi e contenitori. Il programma prevede incremento della produzione, mediante l’utilizzo di prodotti tecnologicamente avanzati, miglioramento del servizio alla clientela – con particolare attenzione alle esigenze di logistica e distribuzione – e realizzazione dei costi fissi operativi. Il gruppo Ferrarelle, di proprietà della famiglia Pontecorvo, con i 34 milioni del contratto di sviluppo realizza un impianto di trigenerazione e avvia così un piano di contenimento dei consumi energetici. All’azienda La Regina di San Marzano, settore conserve alimentari, va una dotazione di 21,6 milioni da impiegare per introdurre processi innovativi nel ciclo di trasformazione del pomodoro e accrescere così la propria competitività. Investe 28,5 milioni di euro, insieme allo Stato, la napoletana Kimbo (produzione e commercializzazione di caffè). L’azienda di proprietà della famiglia Rubino, presieduta da Fabrizio Mannato e diretta da Simone Cavallo, punta ad ampliare la capacità produttiva dello stabilimento di Melito e della piattaforma logistica di Nola. Inoltre si procede al perfezionamento del processo di tostatura e degassamento del prodotto e all’introduzione di un nuovo sistema di packaging biodegradabile e compostabile. Fa parte del settore conserviero la Benincasa, 20 milioni per aumentare e migliorare la produzione, mentre Diomira utilizza i suoi 36,7 milioni per riqualificare strutture turistiche nell’area compresa tra Napoli e i Comuni Vesuviani. Opera nella grande distribuzione Multicedi, che con i 39 milioni di euro del contratto apre nuovi supermercati a marchio Decò sul territorio.