Sviluppo sostenibile, firmato oggi il patto ideato a Napoli

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“L’industria italiana non deve avere paura della sostenibilità”. L’appello del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, pronunciato in collegamento da San Pietroburgo, arriva a una platea più che propensa ad accoglierlo. Nella sala dell’Unicredit Pavilion, a Milano, è stato infatti appena presentato l’accordo, basato sugli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che vedrà le associazioni italiane aderenti all’ASviS promuovere proprio in quest’ottica l’innovazione dei modelli di business, la nascita di partnership e l’utilizzo della finanza etica. Un impegno comune, sottoscritto nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile inaugurato il 22 maggio scorso a Napoli, che coinvolge Confindustria, Confcommercio, Cna, Cia, l’Alleanza delle Cooperative Italiane e la Federazione Banche Assicurazioni e Finanza. “E’ una grande opportunità”, spiegava poco prima dell’apertura dell’evento Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile, sottolineando che “per molti anni lo sviluppo sostenibile è stato declinato soprattutto in chiave ambientale. Adesso invece sappiamo che la sostenibilità è un fattore economico, sociale, anche istituzionale oltre che ambientale”. La stessa ASviS, ha poi annunciato il presidente Pierluigi Stefanini, “lavorerà con le associazioni firmatarie per definire e attuare un piano d’azione con obiettivi concreti che, contribuendo alla competitivo nazionale possa al tempo stesso migliorare la sostenibilità e l’equità del modello di sviluppo italiano”.Se Calenda ha parlato della necessità di un “piano strategico che ponga sostenibilità al centro della politica industriale”, da concertare sulla scia di quanto fatto per la definizione della Strategia energetica nazionale, l’altro ministro intervenuto al convegno, il titolare dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha voluto rimarcare che anche a livello politico – rispetto agli impegni già presi – “indietro non si torna”. Un messaggio rivolto al convitato di pietra della giornata, il presidente statunitense Donald Trump, che solo poche ore prima aveva annunciato per la serata un chiarimento rispetto alla posizione degli Usa in tema di lotta al cambiamento climatico. “Chiaramente la preoccupazione c’è. Anche se dico con molta chiarezza che l’Italia, come credo tutta l’Europa, andrà avanti sull’accordo di Parigi. Anche con maggiore spinta”, ha spiegato Galletti alla stampa. D’altra parte, ha ragionato il ministro, è plausibile che se anche gli Stati Uniti decidessero di sfilarsi, a compensare il loro minore impegno sarà la Cina. “Sarò in Cina a metà giugno e parleremo anche di questo”, ha anticipato il Galletti. Lo stesso Giovannini, parlando ai giornalisti, ha chiaramente indicato il rischio di isolamento cui potrebbe andare incontro Trump disinteressandosi degli accordi sul clima. “Al di là di quello che il presidente e quindi la politica federale vuole fare, molti Stati hanno detto che andranno avanti comunque”, ha ricordato il portavoce ASviS, aggiungendo che “l’abbandono del carbone, delle tecnologie fossili, ormai è nei fatti. Uno può decidere quello che vuole, ma poi i mercati andranno nella direzione che riterranno più importante”.