Due premi e una presenza italiana ampia hanno segnato la 79ª edizione del Locarno Film Festival. Il riconoscimento più prestigioso è andato a Monica Bellucci, premiata come migliore interprete per “Ketticè”, seconda opera di Giovanni Tortorici, presentata in concorso insieme ad “Alberi erranti” di Salvatore Mereu.
A portare un altro riconoscimento al cinema italiano è stato Marco Cavazzin. Il suo “Mutrion” ha conquistato il Pardino per la migliore regia WeShort del Concorso Internazionale Pardi di Domani, premio accompagnato da una dotazione di 5.000 franchi svizzeri.
Per Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, i due premi raccontano bene la varietà e la vitalità del cinema d’autore italiano. “L’interprete e la diva più rappresentativa del nostro cinema nel mondo, e un giovane regista under 30, premiati in uno dei più prestigiosi festival internazionali come Locarno. È una bellissima circostanza che dà l’idea della vitalità del cinema d’autore italiano, che sa abbracciare personalità, stili, generi diversi”, ha dichiarato.
Saccone ha sottolineato anche il legame tra il cinema italiano, i territori e la dimensione internazionale: “Un cinema che parla la lingua più profonda del paese, dei territori, e allo stesso tempo parla europeo”. Secondo il presidente di Cinecittà, il lavoro di accompagnamento dei film italiani a Locarno, dalle selezioni alle proiezioni, contribuisce inoltre alla loro promozione oltre i confini nazionali. “Questi premi sono anche in parte il risultato di un lavoro di promozione e internazionalizzazione, fondamentale per far conoscere al mondo i nostri talenti”, ha aggiunto, rivolgendo “i più vivi complimenti” a Monica Bellucci, Giovanni Tortorici, Marco Cavazzin e a tutta la squadra italiana creativa, produttiva e professionale presente al festival.
La spedizione italiana, accompagnata e ospitata come ogni anno da Cinecittà, era particolarmente nutrita. Oltre ai due titoli premiati, la selezione comprendeva in Piazza Grande “Armony” di Dario Albertini e “Il cileno” di Sergio Castro San Martín. Per Locarno Kids erano stati scelti “L’estate che finì due volte” di Matteo Incollu e “Cercatori d’angeli” di Leopoldo Pescatore. Fuori concorso era invece “Marco Bellocchio – La porta della realtà”, documentario firmato da Fabio Lovino.
Tutti i film italiani selezionati erano presentati in anteprima mondiale. Cinecittà ha inoltre collaborato con Match Me! di Locarno Pro, il programma dedicato agli incontri professionali internazionali, che ha coinvolto tre giovani produttori italiani: Bruno Cristaldi, Camilla Gazzola e Salvatore Lizzio.
Dalla consacrazione internazionale di una star come Bellucci al premio per la regia a un autore under 30, Locarno ha così restituito un’immagine articolata del cinema italiano: nomi affermati e nuove generazioni, lungometraggi, documentari e cinema breve riuniti in una stessa vetrina internazionale.





































