Svizzera, l’Italia vince la paralimpiade della neuro robotica

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La culla della robotica di Padova, che negli anni è riuscita a conquistare diverse borse di ricerca industriale della Commissione europea e si colloca come punta di diamante nella ricerca italiana del settore con importanti ricaschi imprenditoriali, sale nuovamente sul podio di Cybathlon, la paralimpiade della neuro robotica, grazie alla sua tecnologia che permette a persone paralizzate di controllare, con l’attivazione dei segnali neurali, computer, carrozzine e robot di assistenza e che apre nuovi scenari nella interazione uomo-robot, favorendo lo sviluppo di una nuova generazione di robot collaborativi. Si tratta di una competizione globale nata per promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie all’avamguardia utilizzabili nella vita di tutti i giorni. La competizione, organizzata dall’Eth di Zurigo, ha visto il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (Dei) dell’Università di Padova vincere la medaglia d’oro, con il suo Whi Team, nella categoria Bci Race che vede i piloti in gara, tetraplegici, utilizzare i propri segnali cerebrali per controllare un avatar tramite un sistema di brain-computer interface (Bci), indossando un caschetto con elettrodi appoggiati al cuoio capelluto. Il sistema acquisisce l’elettroencefalogramma del pilota e un sistema di Intelligenza artificiale lo traduce in tre diversi comandi per far girare l’avatar virtuale a destra, a sinistra o per accendere le luci della carrozzina. Il pilota deve inviare il comando corretto a seconda del punto della pista in cui si trova per far accelerare l’avatar, guadagnando velocità rispetto agli avversari, altrimenti viene penalizzato. Il pilota del Whi Team, Francesco Bettella – coadiuvato dai membri dello Ias-Lab (Luca Tonin, Gloria Beraldo, Stefano Tortora ed Emanuele Menegatti) -, ha realizzato un impressionante tempo di 171 secondi battendo i guidatori delle altre sette squadre provenienti da laboratori sparsi tra la Cina, Thailandia, Russia e Regno Unito.

L’edizione di Cybathlon si è svolta nei giorni scorsi in modalità virtuale e ha coinvolto più di 60 squadre provenienti da oltre 20 nazioni, invitando a sfide anche in altre cinque discipline: Powered Wheelchair Race, Powered Arm Prosthesis Race, Powered Exoskeleton Race, Powered Leg Prosthesis Race e Functional Electrical Stimulation Race Bike. Nel 2019, il Whi Team patavino aveva già partecipato alle Cybathlon Series, svoltesi a Graz, vincendo la medaglia d’oro nella disciplina della Brain-Computer Interface. “Questa è la seconda volta nel giro di due anni che la nostra squadra sale sul gradino più alto del podio a riprova della qualità ed efficacia della ricerca svolta al Dei in questa tecnologia all’avanguardia – dice Emanuele Menegatti dello Ias-Lab (Intelligent autonomous systems) dell’Università di Padova – e dimostrando come il sistema di Brain Computer Interface da noi sviluppato sia uno dei migliori al mondo in termini di affidabilità e controllabilità”. La strategia del WHI Team è stata quella di puntare su intense sessioni di allenamento nei mesi procedenti la gara e sfruttare la plasticità del cervello umano creando un apprendimento simultaneo del sistema di machine learning e del cervello umano. Inoltre, l’asso nella manica del team padovano è stato il “Ros-Neuro”, un nuovo framework software open source realizzato al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, primo middleware che permette di unire la robotica e le neuroscienze definendo un quadro comune di sviluppo software.