“Svuotate gli arsenali”, quel grido angosciato di Pertini

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1.
L’ONU fu voluta dalle Nazioni, dopo la devastante seconda Guerra Mondiale, per garantire la Pace nel Mondo. La sua sede a New York ha ospitato, dalla sua tribuna, i più importanti discorsi di Pace dei grandi della Terra e dei Pontefici più recenti. Ricordo ancora con emozione, perché ne conservo il testo con dedica, il discorso di Pietro Nenni, tenuto all’Assemblea Generale del 19 febbraio 1965 a commento della Pacem in Terris- 11 4 1963-, forse la più alta espressione dell’aspirazione dell’uomo alla Pace, di Papa Giovanni XXIII, oggi Santo. Non poteva scegliere sede più “appropriata” Donald Trump per pronunciare il suo discorso più bellicoso. Non che l’America non abbia le sue ragioni contro la Corea del Nord ed il suo dittatore, ragioni rafforzate dal ruolo ambiguo di Cina ed Unione Sovietica, ma scegliere la Sede dell’ONU per un discorso così muscolare appare proprio come un segno di questo tempo nuovo così denso di minacce, di mille guerre “regionali”, di persecuzioni religiose e di terrorismo dilagante. Ed il discorso di Trump non era solo contro la Corea del Nord, ma anche contro Venezuela, Cuba, Iran di cui all’accordo siglato da Obama sul nucleare. La verità: in un coacervo di posizioni, che ognuno cerca di acquisire nel segno della pura forza bruta, nessuno, o solo qualche visionario come Papa Francesco, sa pronunciare parole di Pace. Vedo che, in nome degli equilibri, delle alleanze, degli interessi nazionali si registrano poche prese di posizione nel segno della Pace. Viene in mente Sandro Pertini con il suo grido angosciato: “Svuotate gli arsenali, riempite i granai”. Di questi tempi tanti, ancora, soprattutto bambini, muoiono di fame mentre la ricerca scientifica fa pochi passi avanti per esplorare nuove vie per combattere tumori e malattie.
2.
Non sono certo che la Napoli di questi anni sia messa meglio di quella dei tempi di Rosetta Jervolino. Complessivamente. Eppure, ora che i trasporti sono praticamente inesistenti con l’ANM sull’orlo del fallimento e pure oltre, con i lavori di Via Marittima che non finiscono mai, con le casse comunali sull’orlo del dissesto, con le funicolari che si fermano un giorno sì e l’altro pure, con la raccolta differenziata delle cui percentuali enfatizzate nessuno parla più, il Sindaco di Napoli è ai primi posti per gradimento e positiva considerazione, sul piano locale e su quello nazionale. Direi, onore e merito a lui. Anche se ancora non riesce a spendere tante delle risorse europee per il Centro Storico, stanziate dieci anni orsono e nessuno se ne lamenta. La ricetta è semplice: basta non parlare di criminalità organizzata, alla quale è “interessata” una buona percentuale della città (pare che il 50% degli esercizi commerciali paghi il pizzo), basta addossare al governo nazionale l’onere di riempire le casse comunali ed a quello regionale l’altro di risolvere i problemi dell’ANM, basta attribuire a sé stesso il merito della città piena di turisti, ed ecco che risulta vincente un’immagine di Napoli che la carissima Rosetta, onesta intellettualmente com’era, si sarebbe sognato di “costruire” e di “vendere”. A prescindere della “qualità” della squadra, di cui si era dotata, o che le avevano messo nelle mani. E “non importa” se un’intera generazione di ragazzi, di giovani, non trova lavoro o non “trova” di meglio che “affidarsi” alla camorra, che assicura protagonismo e denari con una Città che le fa da … palcoscenico. La società “politica” dell’immagine “prevede” proprio soggetti come il Sindaco di Napoli per assicurare consensi e… voti. E se il Napoli vincerà lo scudetto, come molti sperano, se ne attribuirà il merito. Tanti penseranno a lui come ad un… amuleto, piuttosto che come ad un buon amministratore.

3.
Dopo la vittoria di Macron in Francia, il risultato, peraltro scontato, delle elezioni di domenica in Germania, ha perso molto della sua… drammaticità. Soprattutto per le sorti dell’Europa. L’arrabbiato Martin Schulz, candidato Cancelliere dal PSE, dopo un fuoco di paglia iniziale, almeno nei sondaggi, ha inanellato una serie di sconfitte nelle elezioni in molti Land ed ora appare affaticato e stanco. L’unica incognita riguarda la percentuale che la Merkel riuscirà a raggiungere e le alleanze successive che sceglierà. Resta, comunque, il pericolo di una destra populista, che appare in crescita. Non poteva essere un politico cupo e antico, ancorché navigato, come Martin Schulz il candidato giusto per impensierire Angela Merkel. E questo mi dispiace molto. Anche perché in Europa tenterà a rafforzarsi l’asse Macron-Merkel con Rajoy, come ruota di scorta. L’Italia frammentata e divisa, ne sarà penalizzata. Così come la speranza di politiche sociali, che guardino alla tutela dei più deboli, anziché a quella delle banche.

Franco Iacono