Taglio ai fondi CAF, Vincenzo Caniglia (Silced): Schiaffo ai lavoratori e ai cittadini. Pronti allo sciopero

306

“È una vergogna inaudita. Mentre il Ministero dell’Economia formalizza un taglio lineare di oltre 21 milioni di euro ai compensi per l’assistenza fiscale, le motivazioni adottate dal Governo vengono clamorosamente smentite dai fatti” – così Vincenzo Caniglia, Segretario Generale Silced (Sindacato Italiano Lavoratori Centro Elaborazione Dati) commentando la notizia del taglio fondi ai CAF.

“Giustificare questa sforbiciata con la presunta ‘maturità’ della dichiarazione precompilata è un insulto alla realtà. Milioni di cittadini continuano a scegliere di rivolgersi agli sportelli CAF perché il fisco italiano resta un labirinto inestricabile – ha proseguito.

Voglio ricordare a chi siede nei Palazzi del potere, che durante il periodo drammatico del Covid, mentre gli uffici pubblici erano sbarrati, i nostri operatori sono rimasti in prima linea. Siamo stati l’unico ‘porto sicuro’, il ponte umano tra lo Stato e i bisogni di milioni di italiani quando i portali istituzionali erano costantemente in crash”.
“Oggi lo Stato ci ripaga colpendoci duramente. È paradossale che, all’alba della nuova campagna fiscale, non solo manchino i pagamenti per il 2025, ma manchino persino i dati essenziali. Le stesse precompilate dell’Agenzia delle Entrate presentano criticità gravi — come l’errato calcolo delle detrazioni in presenza di più CU — che senza il nostro intervento si tradurrebbero in tasse ingiuste per i contribuenti” – ha sottolineato.

“Il tempo della tolleranza è finito. Invito tutti i CAF nazionali e gli uffici periferici a reagire: non aspetteremo passivamente la nostra fine, che coinciderebbe con l’abbandono dei cittadini meno digitalizzati. Siamo pronti a proclamare lo sciopero in piena campagna fiscale – ha annunciato Caniglia. Se scompariamo noi, il cittadino sarà solo davanti ad una burocrazia che non riceve nessuno senza appuntamenti dai tempi biblici. Adesso basta”, ha poi concluso.