Tangenziale di Napoli, Federconsumatori contro i rincari: Non sono aumenti dovuti

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in foto Giovanni Berritto

«Basiti. Apprendiamo da fonti di stampa che secondo l’ad Luigi Massa l’aumento di 5 centesimi del pedaggio della Tangenziale di Napoli non solo è giusto, ma addirittura sottostimato, perché la tratta dovrebbe costare almeno 1,20 euro». Così Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania aps, commenta una recente videointervista dell’amministratore delegato della società concessionaria.

Secondo l’associazione dei consumatori, giustificare i rincari richiamando l’inflazione equivale a «una provocazione più che a una spiegazione», una narrazione alla quale Federconsumatori Campania dichiara di opporsi «con estrema forza».

Pedaggi in aumento e impatto sui cittadini

Con l’inizio del 2026, la rete autostradale italiana e diverse infrastrutture urbane a pagamento registrano aumenti generalizzati dei pedaggi. Rincari che incidono direttamente su automobilisti e pendolari, in un contesto già segnato dall’aumento del costo della vita e dalla riduzione del potere d’acquisto.

Secondo Federconsumatori, la Tangenziale di Napoli rappresenta un caso emblematico: un’arteria urbana a pagamento, unica nel panorama europeo, dove l’incremento di 5 centesimi produce effetti immediati sulla circolazione. «Ai caselli – sottolinea Berritto – si aggravano criticità già note, soprattutto per chi paga ancora in contanti, rallentando il deflusso dei veicoli».

Manutenzione e Pnrr, il nodo dei finanziamenti

I concessionari giustificano gli aumenti con l’adeguamento dei piani di manutenzione e con l’inflazione. Una lettura che, secondo Federconsumatori Campania, omette un punto centrale. «Si continua a parlare di ammodernamento come se fosse interamente a carico degli utenti – evidenzia Berritto – dimenticando che una parte rilevante degli interventi infrastrutturali rientra nei finanziamenti del Pnrr. Se i fondi pubblici coprono queste opere, è legittimo chiedersi perché i cittadini debbano pagare due volte».

Una storia di proroghe e pedaggi permanenti

La vicenda della Tangenziale di Napoli riapre anche una questione storica. «Fino al 2001 il pedaggio era finalizzato alla realizzazione dell’opera – ricorda Berritto – ma è stato mantenuto senza una formale motivazione fino al 2008». Un successivo accordo ha poi prorogato la concessione fino al 2037, legando la permanenza del pedaggio a nuovi interventi infrastrutturali, in particolare nell’area ospedaliera, come denunciato anche dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli.

«Una stratificazione di proroghe e accordi che ha trasformato un contributo temporaneo in un onere strutturale per i cittadini – conclude il presidente di Federconsumatori Campania – senza una vera discussione pubblica sull’impatto sociale, ambientale ed economico».

Serve una revisione del sistema delle concessioni

L’associazione chiede una riflessione complessiva sul sistema delle concessioni autostradali e urbane a pagamento, che rimetta al centro non solo la sostenibilità economica delle concessionarie, ma anche quella sociale e ambientale.

«Un riequilibrio necessario – conclude Berritto – per ridurre l’impatto delle tariffe sui cittadini, migliorare la qualità dei servizi e riportare coerenza in un sistema sempre più distante dalle esigenze reali dei territori».