Tarì, il rispetto è forza: il centro orafo lancia una rete permanente contro la violenza di genere

26

Prende il via martedì 17 febbraio “Il rispetto è forza”, il progetto promosso dal Centro orafo il Tarì, con il patrocinio della Prefettura di Caserta e della Regione Campania, dedicato alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di violenza.

L’iniziativa mira alla costruzione di una vera e propria alleanza stabile tra istituzioni, sanità, forze dell’ordine, mondo educativo e associazioni del territorio, per definire un modello operativo permanente basato sulla condivisione di buone pratiche, valori educativi e attività di formazione rivolte alla prevenzione e al contrasto della violenza.

«L’obiettivo del progetto – che si svilupperà nel corso dell’anno con un programma di iniziative aperte a tutti gli ambiti sociali – non è soltanto parlare di violenza», spiega il presidente Giannotti. «Vogliamo diffondere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità condivisa, capace di incidere in modo duraturo nella vita quotidiana delle persone, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nel territorio».

La presentazione si terrà martedì 17 febbraio, alle ore 10.30, al Centro orafo il Tarì, alla presenza della prefetta di Caserta Lucia Volpe, del questore Andrea Grassi, del comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta Manuel Scarso, del direttore generale dell’Asl Caserta Antonio Limone e del presidente di Unicef Italia Nicola Graziano. A moderare l’incontro sarà Stefano Ciccone, presidente dell’associazione Maschile plurale.

È previsto anche un intervento dell’on. Mara Carfagna, già ministra per il Sud e le pari opportunità e promotrice della legge antistalking.

Nel corso della giornata, le istituzioni condivideranno un impegno che proseguirà nei mesi successivi, quando il progetto entrerà nel vivo con incontri e attività dedicate al riconoscimento delle dinamiche che precedono la violenza: segnali relazionali, comportamenti di controllo, isolamento, violenza psicologica ed economica. Accanto alla formazione, il percorso prevede azioni di autodifesa consapevole, incentrate sulla percezione del rischio, sulla gestione emotiva e sulla protezione personale.

L’invito del Tarì ha già attivato il coinvolgimento di numerose aziende del Centro orafo, che hanno sottoscritto un impegno a fare propri e ad applicare, nei rispettivi contesti lavorativi, buone pratiche e principi etici fondati sul rispetto e sull’equità.

Il Centro orafo il Tarì, che si appresta a celebrare i 30 anni di attività, con le sue 400 aziende e la scuola di formazione, non è soltanto un polo produttivo di eccellenza, ma una vera e propria comunità che coinvolge quotidianamente oltre 2.000 persone. Una comunità relativamente giovane, con una concentrazione di età intorno ai 55 anni, composta per circa il 40% da donne, percentuale che supera il 50% tra gli studenti.

Per le sue peculiarità e per l’unicità del modello organizzativo, il Tarì rappresenta un sistema imprenditoriale originale e virtuoso, espressione di valori culturali, etici e di forte appartenenza al territorio.

Dal 2021 il Tarì redige un bilancio di sostenibilità, che testimonia in modo concreto l’impegno dell’organizzazione non solo sul piano ambientale ed economico, ma anche, e soprattutto, su quello sociale. L’adozione di adeguati assetti organizzativi garantisce il pieno rispetto degli obiettivi di responsabilità sociale d’impresa, con una particolare attenzione alla tutela della salute delle persone e alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di violenza.

In questi ambiti, il Tarì ha maturato negli ultimi anni un’esperienza significativa: dalla gestione dell’emergenza Covid, con la realizzazione di un importante hub vaccinale, all’adesione al programma dell’Asl “Luoghi di lavoro che promuovono salute”, fino all’organizzazione di campagne periodiche di prevenzione e alle iniziative annuali di contrasto alla violenza di genere.