Tariffe spedizioni per E-commerce agroalimentare

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Agroalimentare italiano: cresce l’export, ma occorre puntare su organizzazione e logistica

Il settore agroalimentare italiano è in crescita e a confermarlo ci sono i dati diffusi recentemente dall’Aiipa, l’Associazione italiana industrie prodotti alimentari. A trainare la crescita sono soprattutto le esportazioni dei prodotti made in Italy, che nel complesso hanno raggiunto nel 2015 il valore di 36,9 miliardi di euro. Alla presentazione dei dati Aiipa era presente anche Paolo De Castro, della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, che ha sottolineato l’importanza della logistica e dell’organizzazione per incrementare le esportazioni delle eccellenze italiane.

Aiipa raggruppa importanti industrie alimentari italiane e nel 2015 le imprese associate hanno registrato un fatturato complessivo che ha superato i 18 miliardi di euro, +2,7% rispetto all’anno precedente. Ma le esportazioni hanno fatto ancora meglio: raggiunto un fatturato di cinque miliardi di euro, con una crescita del 6,3% sul 2014. Dati positivi, che mostrano l’ottimo stato di salute dell’agroalimentare italiano, che nel complesso ha raggiunto nel 2015 il valore di 132 miliardi di euro, con le esportazioni che hanno sfiorato quota 37 miliardi di euro, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 50 miliardi di euro entro il 2020.

Se ci confrontiamo tuttavia con i nostri principali competitor europei, vediamo come anche in questo settore, in cui abbiamo grandissime potenzialità, non siamo i primi della classe. Se il settore agroalimentare italiano vale 132 miliardi di euro, fanno meglio di noi i nostri cugini d’oltralpe (159 miliardi) e i tedeschi (175 miliardi), forse un po’ a sorpresa in testa anche a questa classifica. Se siamo terzi in Europa come valore del settore agroalimentare, scivoliamo al quarto posto se si guarda al valore del solo export: ci precedono infatti la Germania (le cui esportazioni agroalimentari valgono 71,1 miliardi di euro), la Francia (60,5 miliardi), ma anche la Spagna (43,3 miliardi); in Italia, lo ricordiamo, l’export agroalimentare ha toccato quota 36,9 miliardi di euro nel 2015.

È evidente quindi che non basta avere prodotti eccellenti come quelli del belpaese per primeggiare nelle esportazioni. Come ha sottolineato Paolo De Castro, «serve una capacità organizzativa e logistica efficiente», che ci consenta quindi di avvicinarci il più possibile ai risultati di Francia e Germania. I tedeschi, pur non potendo vantare i prodotti di eccellenza di cui dispone l’Italia, hanno puntato moltissimo su logistica e organizzazione per poter raggiungere grandi performance sui mercati.

Il limite principale delle imprese italiane è spesso la piccola media dimensione e non sempre è facile riuscire a fare sistema come ormai da decenni si sente ripetere. Anche la piccola impresa agroalimentare italiana, grazie al web e a nuove soluzioni organizzative e di logistica pensate per l’e-commerce, riesce oggi con maggiore facilità a raggiungere mercati internazionali e ad abbattere i costi delle spedizioni e della consegna delle merci all’estero. Packlink è ad esempio una delle nuove soluzioni che il web offre per ridurre i costi delle spedizioni con i corrieri, confrontando le tariffe dei principali spedizioni italiani e internazionali (TNT, SDA, Poste Italiane, UPS, Bartolini, tanto per citarne alcuni) e selezionando la spedizione più economica o più rapida.

Interessante è poi il fatto che i comparatori di tariffe spedizioni come il sopracitato Packlink offrono anche prezzi scontati rispetto a quelli standard degli stessi corrieri, consentendo un risparmio per la piccola impresa, che riesce in questo modo a spedire all’estero con prezzi competitivi. La logistica, per una piccola impresa agroalimentare, non è solo spedizioni, ma anche la gestione del proprio magazzino e ancor di più degli ordini che arrivano online dall’e-commerce. È importante in questo caso riuscire a incrementare l’automazione dei processi, in particolare la gestione degli ordini, la selezione della spedizione, del corriere e l’invio del pacco. Anche in questo caso sono disponibili online soluzioni light e low cost adatte alla piccola impresa e agli e-commerce, che possono in questo modo essere più efficienti ed evadere gli ordini in tempi più rapidi e con costi inferiori.

È importante quindi per la piccola impresa italiana, laddove sia possibile, riuscire a organizzarsi e a fare sistema. Ma è importante allo stesso tempo migliorare la propria logistica interna per abbassare i costi delle spedizioni all’estero, puntare sull’automazione dei processi per essere competitivi a livello internazionale ed esportare con efficienza e a costi ridotti le proprie eccellenze, compresi prodotti di nicchia. Senza dimenticare l’importanza degli strumenti di digital marketing, che offrono la possibilità di fare ricerche di mercato, marketing e campagne pubblicitarie estremamente mirate e con costi limitati, una opportunità che le piccole imprese agroalimentari italiane non possono farsi sfuggire.