Tassi Fed, Janet Yellen torna a parlare di rialzo

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Il Ftse Mib segna -0,69%, il Ftse Italia All-Share -0,62%, il Ftse Italia Mid Cap -0,19%, il Ftse Italia Star -0,38%. Mercati azionari europei sotto la parità: DAX -0,5%, CAC 40 -0,2%, FTSE 100 -0,6%, IBEX 35 -0,8%. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha chiuso a -0,35%, Nasdaq Composite a -0,05%, Dow Jones Industrial a -0,28%. I future sui principali indici USA attualmente sono in calo dello 0,1 per cento circa. In rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +1,00%. Sostanzialmente positive le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a +2,13%, a Hong Kong l’Hang Seng chiude in parità. Euro ancora debole contro il dollaro: poco fa ha toccato i minimi da luglio a 1,0834. EUR/USD al momento della scrittura oscilla in area 1,0870. Janet Yellen, presidente della Fed, intervenendo ieri alla commissione Finanza della Camera USA in merito alla supervisione sul sistema finanziario, è apparsa leggermente più aggressiva sulla prospettiva di rialzo dei tassi entro fine anno. Mercati obbligazionari europei in netto calo in avvio. Il rendimento del BTP decennale è in rialzo di 6 bp rispetto alla chiusura precedente all’1,69%, quello del Bund si incrementa di 5 bp allo 0,61%. Lo spread è in rialzo di 1 bp a 107

Borse asiatiche

Le parole della numero uno della Fed, che ha lasciato la porta aperta mercoledì per il possibile ritorno a una politica di rialzo dei tassi già in dicembre, hanno messo fine alla striscia di due sedute positive per i listini asiatici, ma non per tutti. Tokyo e soprattutto Shanghai hanno continuato a guadagnare. Se le perdite delle piazze di Mumbai e Seoul (il Kospi ha chiuso in flessione dello 0,16%) sono state moderate, la Borsa di Sydney è stata quella più colpita: l’S&P/ASX 200 ha chiuso in flessione dello 0,94% (l’indice è in declino del 10% nel 2015), trascinando al ribasso l’Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che ha perso circa mezzo punto percentuale. Per l’Australia pesano anche i nuovi cali delle materie prime: i future sul Brent sono scesi a 48,91 dollari il barile dai massimi di tre settimane di 50,91 dollari segnati martedì. Oro e argento sono invece scivolati ai minimi dell’ultimo mese. Dopo una seduta di moderate perdite per Wall Street (il peggiore dei tre principali indici Usa è stato l’S&P 500 che ha lasciato sul terreno lo 0,35%), Tokyo ha guadagnato ancora dopo l’1,30% di progresso registrato mercoledì. Il Nikkei 225 si è infatti apprezzato dell’1% grazie all’impatto positivo del nuovo indebolimento dello yen sul dollaro, buona notizia per i grandi esportatori del Sol Levante. Significativo il balzo del 6,83% registrato da Japan Tobacco, dopo che il produttore di sigarette, il cui peso è rilevante sull’indice di Tokyo, ha alzato l’outlook e migliorato la cedola annuale. Intanto, i membri del board della Bank of Japan hanno ribadito la loro visione ottimistica sulla ripresa dell’economia del Sol Levante, come emerge dai verbali dell’incontro di inizio ottobre, anche se in molti hanno lanciato l’allarme sul rallentamento della crescita dei mercati emergenti. Yellen non ha fermato neppure il rally dei mercati cinesi, per lo meno a Shanghai, visto che a circa un’ora dalla chiusura l’Hang Seng di Hong Kong ha virato in territorio negativo in una seduta sostanzialmente piatta (ma l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, guadagna circa lo 0,70%). Moderato il guadagno dello Shenzhen Composite mentre è intorno al 2% il progresso di Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in ribasso dopo l’apertura della Yellen ad un rialzo dei tassi entro fine anno. Il Dow Jones ha perso lo 0,28%, l’S&P 500 lo 0,35% e il Nasdaq Composite lo 0,05%. Janet Yellen, parlando davanti alla Commissione servizi finanziari della Camera, ha affermato che l’economia americana continua a migliorare visibilmente e potrebbe essere opportuno un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, sebbene una vera e propria decisione non sia ancora stata presa. Nel mese di settembre la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 58,63 miliardi di dollari, in calo sia rispetto al disavanzo di 48,02 mld del mese precedente che ai -41,10 miliardi attesi dagli economisti. Markit Economics ha comunicato che a ottobre l’indice PMI dei Servizi e’ sceso a 54,8 punti dai 55,1 punti del mese precedente, segnalando che le condizioni di business continuano ad espandersi sebbene ad un tasso minore. L’indice ISM non manifatturiero e’ salito nel mese di ottobre a 59,1 punti dai 56,9 punti del mese precedente, confermandosi in crescita per il 69° mese consecutivo. Il dato e’ risultato superiore alle previsioni degli economisti fissate su un indice pari a 55,5 punti. Sul fronte societario Groupon -26,3%. Il sito di buoni sconto e promozioni ha chiuso il terzo trimestre con una perdita di 27,6 milioni di dollari, in crescita rispetto al rosso di 21,2 milioni di un anno prima. I ricavi sono rimasta sostanzialmente stabili a 713,6 milioni ma hanno deluso le attese fissate a 732,7 milioni. Per il trimestre in corso la società si attende una perdita per azione di 0,01 dollari su ricavi per 815-865 milioni . Gli analisti avevano previsto un utile di 0,07 per azione s ricavi per 956,83 milioni. Groupon ha nominato Rich Williams nuovo Ceo al posto del co-fondatore Eric Lefkofsky. Tesla Motors +11,17%. Il produttore di auto elettriche ha pubblicato una trimestrale poco esaltante ma ha anticipato che nel corso dell’ultima parte dell’anno consegnerà tra le 15 e le 17 mila unità per un totale annuo di 50-52 mila unità. Lumber Liquidators +10,13%. Il rivenditore di pavimenti in legno ha nominato John Presley nuovo amministratore delegato della società. Michael Kors +8,27%. Il gruppo della moda ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre l’utile è diminuito a 193,1 milioni di dollari (1,01 dollari per azione) da 207 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono invece cresciuti del 6,9% a 1,13 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,90 dollari su ricavi per 1,075 miliardi. 21st Century Fox -5,21%. I ricavi del colosso media nel primo trimestre sono calati più del previsto a 6,08 miliardi di dollari (-6%) contro i 6,39 miliardi indicati dal consensus. Avon Products -19,95%. Lo specialista dei prodotti per la cura del corpo ha chiuso il terzo trimestre con una perdita di 697 milioni di dollari contro l’utile di 92 milioni di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l’utile per azione si è attestato a -0,11 dollari contro il +0,07 indicato dal consensus. I ricavi sono diminuiti del 22% a 1,70 miliardi (consensus 1,68 miliardi). Time Warner -6,6%. Il gigante dei media ha fornito un outlook deludente.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in calo. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,2%, il cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,3% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,5%. Il Dipartimento dell’Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a settembre gli ordinativi industriali sono diminuiti dell’1,7% rispetto al mese precedente, deludendo stime degli analisti che avevano calcolato un incremento pari all’1%. Ad agosto gli ordinativi erano diminuiti dell’1,8%. Oggi sono in agenda alcuni dati (Bollettino Economico BCE, Previsioni economiche della Commissione Europea e Vendite al dettaglio della zona euro a settembre) che potrebbero influenzare sensibilmente l’andamento dei mercati.

Italia

Piazza Affari ieri ha chiuso in ribasso aumentando le perdite sul finale di seduta dopo le parole di Janet Yellen. In un’audizione al Congresso Usa la numero uno della Fed ha dichiarato che, nonostante una decisione non sia stata ancora presa, alzare i tassi a dicembre potrebbe risultare appropriato visto che l’economia sta andando bene e i rischi globali si sono ridotti. Parole che hanno avuto un impatto anche sul valutario dove si è registrato il rafforzamento del dollaro: il cambio euro/dollaro è sceso sotto quota 1,09 portandosi sui minini degli ultimi tre mesi. Il giorno prima Mario Draghi, in un intervento a Francoforte, ha ribadito che la Bce è pronta ad aumentare gli stimoli monetari. A fare scalpore sui mercati, inoltre, è stato l’allargamento dello scandalo Volkswagen alle emissioni Co2 e il blocco delle vendite di Porsche Cayenne in Nord America. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,65% a 22.312 punti. Hanno Ritracciano i petroliferi in scia alla correzione del greggio dopo i dati di ieri pomeriggio sulle scorte USA leggermente sopra le attese. Attualmente il future sul Brent segna 48,75 $/barile (50,87 il massimo di ieri), il WTI 46,40 (48,27). Vendite su Saipem (-1,2%) ed Eni (-0,7%), mentre Tenaris (invariata) recupera dopo un avvio difficile in scia ai dati del terzo trimestre, periodo chiuso con una perdita di 355 milioni di dollari e ricavi in calo del 36% a/a. In calo Generali (-0,9%) che ha chiuso i primi 9 mesi con utili a €1,7 miliardi (+8,7% a/a), premi lordi oltre €54mld (+5,1% a/a), risultato operativo oltre €3,8mld (+4,7% a/a). Nel solo terzo trimestre però l’utile netto è sceso a €420 milioni (-18,2% a/a), sotto il consensus Reuters (sei analisti) pari a 535 milioni. In verde Campari (+1,1% a 7,84 euro): gli esperti di Citigroup hanno migliorato la raccomandazione da NEUTRAL a BUY.


I dati macro attesi oggi

Giovedì 5 novembre 2015

00:50 GIA Verbali BoJ;

01:30 USA Intervento Fischer (Fed);

08:00 GER Ordini al l’industria set;

10:00 EUR Bollettino Economico BCE;

11:00 EUR Intervento Draghi (BCE);

11:00 EUR Previsioni economiche (Commissione Europea);

11:00 EUR Vendite al dettaglio set;

11:45 EUR Intervento Draghi (BCE);

13:00 GB Riunione BoE;

13:00 GB Inflation Report BoE;

14:30 USA Indice costo del lavoro (prelim.) T3;

14:30 USA Indice produttività del lavoro (escl. Agricol.) (prelim.) T3;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;

14:30 USA Interventi Dudley, Fischer (Fed) e Lagarde (FMI);

18:45 USA Intervento Tarullo (Fed);

19:30 USA Intervento Lockhart (Fed).