Tassi Usa, c’è attesa per i verbali Fomc

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Il Ftse Mib segna -0,56%, il Ftse Italia All-Share -0,55%, il Ftse Italia Mid Cap -0,61%, il Ftse Italia Star -0,74%. Mercati azionari europei in netto calo: DAX -1%, CAC 40 -0,9%, FTSE 100 -0,8%, IBEX 35 -0,6%. Euro in recupero sul dollaro rispetto ai livelli di ieri pomeriggio (1,1020): EUR/USD al momento oscilla in area 1,1060. C’è attesa per i verbali del FOMC in uscita stasera: gli operatori sperano di ottenere indicazioni riguardo alla tempistica del rialzo dei tassi ufficiali USA. Mercati obbligazionari europei stabili: il rendimento del BTP decennale sale di 2 bp all’1,81%, quello del Bund decennale cede 1 bp allo 0,64%. Lo spread sale di 3 bp a 117. Oggi il parlamento tedesco vota l’ok al piano di aiuti alla Grecia. Intanto l’agenzia Fitch ha alzato il rating di Atene a “CCC” da “CC”. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha chiuso a -0,26%, il Nasdaq Composite a -0,64% e il Dow Jones Industrial a -0,19%. I future sui principali indici USA attualmente sono in ribasso dello 0,2-0,3 per cento. Borse asiatiche incerte dopo la nuova immissione di liquidità da parte della banca centrale cinese: a Shanghai l’indice CSI 300 ha terminato a +1,59%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng segna al momento -1,1% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a -1,61%. Il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese ha reso noto questa mattina il dato relativo all’Indice di Attività Composito di giugno. L’indice è cresciuto dello 0,3% rispetto al mese precedente, risultando inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento dello 0,4%. Il Ministero delle Finanze giapponese ha reso noto questa mattina il dato relativo alla Bilancia Commerciale. Nel mese di luglio il deficit si è attestato a 268,10 miliardi di yen, dai 70,5 miliardi di giugno. A luglio le esportazioni sono cresciute del 7,6% rispetto a un anno fa e le importazioni sono diminuite del 3,2%. Deboli i titoli del settore lusso, penalizzati dalle prospettive di ulteriori svalutazioni dello yuan, con conseguenti probabili compressioni dei margini sui ricavi in Cina.

Borse asiatiche

Investitori asiatici ancora nervosi e spaventati dai continui ribassi della borsa di Shanghai. A creare ulteriore instabilità anche l’incertezza sulle tempistiche per l’atteso rialzo dei tassi di interesse Usa: gli operatori sono infatti in attesa dei verbali della Fed di questa sera per estrapolare maggiori indicazioni. Praticamente invariato lo Shanghai Composite (+0,09%). Lo Shangha i Shenzhen Csi 300 guadagna lo 0,31% e lo Shenzhen Composite lo 0,96%. Le preoccupazioni per il rallentamento della domanda di materie prime da parte della Cina hanno colpito i prezzi del rame, precipitati sui minimi di sei anni a 4983 dollari la tonnellata, rompendo il supporto psicologico dei 5000 dollari. Negativa la borsa di Tokyo, con il Nikkei 225 che scende sotto i minimi della scorsa settimana, con un calo dell’1,61%. In calo anche l’indice Topix (-1,40%). Il Ministero delle Finanze giapponese ha reso noto questa mattina il dato relativo alla Bilancia Commerciale. Nel mese di luglio il deficit si è attestato a 268,10 miliardi di yen, dai 70,5 miliardi di giugno. A luglio le esportazioni sono cresciute del 7,6% rispetto a un anno fa e le importazioni sono diminuite del 3,2%. La contrazione dei costi per le importazioni di petrolio e di gas, grazie al calo del prezzo del petrolio, ha contribuito alla riduzione del deficit commerciale negli ultimi mesi. Il deficit nel mese di luglio è infatti risultato essere del 72% più basso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese ha poi reso noto questa mattina il dato relativo all’Indice di Attività Composito di giugno. L’indice è cresciuto dello 0,3% rispetto al mese precedente, risultando inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento dello 0,4%. A trascinare al ribasso il listino giapponese due società leader nella produzione di semiconduttori: Advantest, con un calo del 5,21% e Sumco del 5,01%. Male anche TDK (-4,72%) e la compagnia mineraria Mitsui Mining & Smelting (-3,94%). Rimbalza invece SoftBank Group (+0,50%) dopo il ribasso di ieri. Spicca tuttavia il rialzo di Toshiba, in controtendenza rispetto all’indice, che balza di oltre 5 punti percentuali dopo la nomina del nuovo board. Provengono da solide realtà aziendali i nuovi membri del consiglio e dovranno risollevare il gruppo dopo lo scandalo contabile di 1,2 miliardi di yen: sono Yoshimitsu Kobayashi (presidente di Mitsubishi Chemical Holdings), Koichi Ikeda (ex presidente di Asahi Breweries) e Shinzo Maeda (ex amministratore delegato di Shiseido). Toshiba ha comunque stabilito di mantenere Masashi Muromachi nel suo ruolo di presidente ad interim deludendo probabilmente alcuni investitori che speravano nella nomina di un nuovo leader. Negativa anche la borsa di Seoul (il Kospi ha chiuso in calo dello 0,86%) e Hong Kong (l’Hang Seng perde circa lo 0,74%).

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in ribasso a causa del deciso calo del mercato azionario cinese e del tonfo di Wal-Mart. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,19%, l’S&P 500 lo 0,26% e il Nasdaq Composite lo 0,64%. Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Commercio ha reso noto che i nuovi cantieri residenziali sono aumentati nel mese di luglio passando da 1174 mila unità a 1206 mila unità. Il dato è superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1190 mila unità, attestandosi sui livelli massimi da ottobre 2007. Brusco calo delle licenze edilizie passate da 1337 mila unità a 1119 mila unità (consensus 1232 mila unità). Sul fronte societario Wal-Mart Stores -3,38%. Il colosso della grande distribuzione ha rivisto al ribasso le stime di utile per l’esercizio in corso dopo aver annunciato una trimestrale con un calo maggiore del previsto dell’utile. Per l’intero esercizio l’utile per azione è ora atteso tra 4,40 e 4,70 dollari contro i 4,70-5,05 dollari della precedente guidance. Nel secondo trimestre l’utile è calato a 3,48 miliardi (1,08 dollari per azione) da 4,09 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,12 dollari. I ricavi sono aumentati dello 0,1% a 120,23 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono cresciute dell’1,5%. Home Depot +2,6%. Il rivenditore di articoli per la casa ha annunciato una trimestrale in crescita ed ha alzato le stime per l’intero esercizio. Nel secondo trimestre l’utile è cresciuto a 2,23 miliardi di dollari da 2,05 miliardi dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono aumentati del 4,3% a 24,8 miliardi. La società ha migliorato le previsioni per l’esercizio in corso e ora stima una crescita dei profitti tra il 13% ed il 14% contro il +11-12% della precedente guidance. Rivista al rialzo anche la stima sui ricavi a +5,2-6% da +4,2-4,8%. Agilent Technologies +0,49%. Lo specialista degli strumenti diagnostici ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 103 milioni di dollari, in calo rispetto ai 147 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono invece aumentati dello 0,5% a 1,01 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’utile per azione si è attestato a 0,44 dollari, al di sopra rispetto alla guidance (0,38-0,42 dollari). La società ha rivisto gli obiettivi per l’intero esercizio e ora prevede un utile per azione compreso tra 1,68 e 1,72 dollari (1,67-1,73 dollari la precedente stima) su ricavi per 4,03-4,05 miliardi (4,05-4,11 miliardi). Dick’s Sporting Goods +3,83%. Il rivenditore di articoli sportivi ha annunciato una trimestrale in crescita. L’utile &e grave; aumentato a 90,8 milioni di dollari (0,77 dollari per azione) da 69,5 milioni dello stesso periodo di un anno prima. Il dato è superiore alle attese (consensus 0,75 dollari per azione). I ricavi sono cresciuti del 7,9% a 1,8 miliardi. La società ha alzato le stime di utile per l’intero esercizio a 3,13-3,21 dollari per azione.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,8%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,4% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,6%. Oggi è atteso il voto dei Parlamenti di Germania e Olanda al terzo bailout della Grecia. L’agenzia Fitch ha alzato il rating di Atene a “CCC” da “CC”.

Italia

Borsa italiana in calo: Ftse Mib -0,56%. Vendite sul lusso su incertezza Cina In rosso Salvatore Ferragamo (-1,2%), L uxottica (-1,2%), Tod’s (-1,2%), Moncler (-1,4%). Lieve calo per Unicredit (-0,4% a 6,22 euro) nonostante la decisione di Exane di alzare il target del titolo da 6,45 a 6,60 euro. Prelios (+5,8%) prolunga il rally dopo il +20% di ieri in scia a indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbero almeno tre i soggetti interessati all’ingresso nel capitale della nuova società specializzata nei servizi che nascerà con lo scorporo delle attività di investimenti immobiliari di Prelios. I nomi che circolano sono quelli di Starwood Capital, Quantum Strategic Partners gestito (Soros), Cb Richard Ellis e dei cinesi di Fosun. Piazza Affari ieri ha chiuso una seduta avara di spunti societari. La notizia del giorno è stato il nuovo crollo della Borsa di Shanghai che questa mattina ha chiuso con un tonfo di oltre 6 punti percentuali. In rosso tutte le altre Borse dell’area Asia-Pacifico: l’indice settoriale MSCI Asia Pacific Ex Japan è scivolato ai minimi degli ultimi due anni. La scorsa settimana la Banca centrale cinese aveva svalutato per tre giorni consecutivi il fixing giornaliero dello yuan contro il dollaro Usa. Sul fronte greco è iniziato il piano di privatizzazioni con la cessione di 14 aeroporti regionali alla tedesca Fraport per 1,23 miliardi di euro. Domani l’attesa è per il voto del Bundestag sul piano di salvataggio di Atene e per i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso frazionale dello 0,07% a 23.389 punti. Non si è arrestata la discesa dei titoli del comparto petrolifero a Piazza Affari in scia alla debolezza del greggio. A New York il Wti viaggia ancora sotto quota 42 dollari al barile, i minimi dal febbraio del 2009 quanto le quotazioni si portarono sotto la soglia dei 40 dollari. E così sul listino milanese Eni ha ceduto lo 0,96% a 15,39 euro, Saipem è arretrata dell’1,74% a 7,585 euro e Tenaris ha lasciato sul parterre l’1,26% a 11,74 euro. Forti vendite hanno inoltre colpito due big del Ftse Mib: CNH Industrial e Finmeccanica che hanno perso rispettivamente il 2,21% a 7,74 euro e il 2,12% a 12,45 euro. Positiva Mediaset (+0,72% a 4,464 euro) che ha sfruttato le indiscrezioni di stampa sugli obiettivi ambiziosi di crescita degli abbonati della pay-tv Mediaset Premium. Positivi la maggior parte dei titoli del comparto bancario. In particolare sull’indice di riferimento della Borsa di Milano Banco Popolare ha guadagnato l’1,12% a 16,16 euro, Popolare di Milano lo 0,55% a 0,994 euro, Intesa SanPaolo lo 0,93% a 3,46 euro e Unicredit lo 0,16% a 6,24 euro.


I dati macro attesi oggi

Mercoledì 19 agosto 2015

01:50 GIA Bilancia Commerciale lug;

06:30 GIA Indice attività composito giu;

10:00 EUR Saldo partite correnti giu;

14:30 USA Inflazione lug;

16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;

20:00 USA Verbali FOMC (Fed).