“Tax Day” di fine anno: tremano famiglie e imprese

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A cura di Antonio Arricale Entro domani gli italiani sono chiamati a versare al fisco ben 44 miliardi di euro. Il 16 dicembre segna, infatti, la chiamata di fine anno: i cittadini A cura di Antonio Arricale Entro domani gli italiani sono chiamati a versare al fisco ben 44 miliardi di euro. Il 16 dicembre segna, infatti, la chiamata di fine anno: i cittadini dovranno versare il saldo 2014 di TASI e IMU. “La giornata di domani – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre – è tradizionalmente una scadenza fiscale da far tremare i polsi: l’Erario e i Comuni fanno cassa a scapito della tenuta dei bilanci delle famiglie e delle imprese“. Il versamento dell’IVA garantirà l’importo più cospicuo, pari a 16 miliardi di euro; dalle ritenute IRPEF dei lavoratori dipendenti l’Erario incasserà altri 12 miliardi, mentre l’ultima rata dell’IMU, che in grandissima parte affluirà nelle casse dei Sindaci, costerà agli italiani ben 10,6 miliardi di euro. La TASI, che in questa speciale graduatoria è presente per la prima volta solo da quest’anno, consentirà ai Comuni di incassare 2,3 miliardi. Dalla TARI, vale a dire il nuovo tributo sull’asporto rifiuti, l’ultima rata di quest’anno assicurerà un gettito di quasi 1,9 miliardi, mentre dal versamento dell’IRPEF dei lavoratori autonomi arriverà 1 miliardo. Infine, dall’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr e dalle ritenute sui bonifici per le detrazioni Irpef, l’Erario incasserà rispettivamente 231 e 72 milioni di euro. Non solo, la CGIA ricorda che nel 2014 la pressione fiscale in Italia è prevista al 43,3 per cento. Un livello tra i più elevati d’Europa. Borse asiatiche Avvio di ottava debole per le borse asiatiche. Tokyo ha perso l’1,57% attestandosi a 17099 punti. Il continuo ribasso del prezzo del petrolio preoccupa gli operatori che temono un rallentamento globale dell’economia, dopo i recenti dati che hanno mostrato come anche la Cina stia manifestando segnali di debolezza. Tra gli altri indici asiatici Hong Kong arretra dell’1%, Seul ha chiuso poco mossa mentre Shanghai prosegue la propria corsa guadagnando mezzo punto percentuale. Il premier nipponico Shinzo Abe, intanto, ha come previsto conquistato un nuovo mandato nelle consultazioni elettorali di domenica. I liberaldemocratici di Abe, partito conservatore che ha governato il Paese asiatico per gran parte degli ultimi 60 anni, hanno infatti ottenuto 290 dei 475 seggi della Camera bassa, secondo la tv nipponica Nhk. Prima dello scioglimento del Parlamento in novembre Abe poteva contare su 295 dei 480 seggi (il numero dei seggi che compongono la Camera è stato nel frattempo ridotto di cinque unità). Insieme all’alleato Komeito il premier può contare su oltre due terzi dei seggi, garantendosi ampio margine di manovra nel piano di riforme economiche. Ancora più necessarie dopo che il Giappone è finito in recessione il mese scorso. In ambito macroeconomico da segnalar e il dietrofront per la fiducia delle aziende del Sol Levante, come evidenziato dall’indice Tankan, stilato trimestralmente tra 10.000 gruppi manifatturieri dalla Bank of Japan. Il dato relativo al quarto trimestre 2014 ha mostrato infatti un declino a quota 12 da 13 del terzo trimestre (nel primo trimestre la lettura era stata pari a 12) e del consensus degli economisti. Borsa Usa Petrolio, Cina e Grecia mandano ko i listini. A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta dell’ottava in netto ribasso. Il Dow Jones ha perso l’1,79%, l’S&P 500 l’1,62% e il Nasdaq Composite l’1,16%. A preoccupare gli investitori sono le ripercussioni del crollo delle quotazioni del petrolio sull’economia mondiale, il forte rallentamento della produzione industriale cinese a novembre e la delicata situazione in Grecia. A poco è servito l’ottimo dato sulla fiducia dei consumatori (stima preliminare dell’Università del Michigan) salito a dicembre a 93,8 punti da 88,8 punti di novembre e 89,7 punti stimati dagli analisti. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana poco mosse. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,07%. Sopra la parità il Cac40 di Parigi (+0,08%) e l’Ibex35 di Madrid (+0,15%). Italia Il Ftse Mib segna +0,45%, il Ftse Italia All-Share +0,37%, il Ftse Italia Mid Cap -0,09%, il Ftse Italia Star -0,39%. Mercati azionari europei in leggero rialzo. Venerdì scorso l’S&P 500 ha chiuso a -1,62%, il Nasdaq Composite a -1,16%, il Dow Jones Industrial a -1,79%. I future sui principali indici americani al momento sono in rialzo di oltre mezzo punto percentuale. A Tokyo il Nikkei 225 ha terminato a -1,57%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare -0,95%. Tentativo di rimbalzo per i titoli del settore petrolifero in scia al greggio che recupera dai nuovi minimi segnati nella notte, dopo che l’OPEC ha ribadito che non intende per il momento ridurre la produzione. Il WTI è sceso sui 56,49 dollari/barile (nuovo minimo da maggio 2009) per poi risalire sui 58,80, mentre il Brent ha toccato i 60,69 (nuovo minimo da luglio 2009) per poi riportarsi sui 63,20. L’indice EURO STOXX Oil & Gas al momento guadagna quasi il 2%mentre a Milano Eni segna +1,4%, Tenaris +1,6%, Saipem +3,7%. Buon avvio di seduta per Banca MPS (+0,8%) e Banca Carige (+0,8%): Il Sole 24 Ore scrive che ci sarebbe il via libera da Daniel Nouy e dal supervisory board della BCE sui piani di risanamento di tutte e 13 le banche UE che erano uscite dai test della banca centrale con deficit di capitale. Il quotidiano ricorda che quattro italiane erano state coinvolte, sebbene solo MPS e Carige avessero mostrato ammanchi importanti. Inoltre CorrierEconomia rilancia l’ipotesi di aggregazione tra UBI Banca (+1,2%) e Banca MPS, ponendo come alternativa per la banca guidata da Victor Massih l’ipotesi di acquisizione delle agenzie nel NordEst che MPS ha in pancia dopo l’operazione Antonveneta. Enel Green Power (+0,7%) in verde dopo che la società ha annunciato di aver ceduto l’intera partecipazione, pari al 36,2%, in La Geo, alla società partecipata dallo Stato di El Salvador INE che ne detiene già il 63,8%. Enel GP ha in tal modo chiuso le sue attività nel Paese centroamericano e incassato 280 milioni di dollari USA. Per quanto riguarda l’agenda macroeconomica della giornata segnaliamo alle 12:00 l’indice CBI ordini industriali in Gran Bretagna, negli USA alle 14:30 indice Empire State Manufacturing, alle 15:15 la produzione industriale, alle 16:00 indice NAHB (mercato immobiliare). Dietrofront per la fiducia delle aziende del Giappone, come evidenzia l’indice Tankan, stilato trimestralmente tra 10.000 gruppi manifatturieri dalla Bank of Japan. Il dato relativo al quarto trimestre 2014 mostra infatti un declino a quota 12 da 13 del terzo trimestre (nel primo trimestre la lettura era stata pari a 12) e del consensus degli economisti. Il premier Shinzo Abe ha come previsto conquistato un nuovo mandato nelle consultazioni elettorali di domenica in Giappone. Un team di ricercatori della Banca centrale cinese ha dichiarato che nel 2015 la crescita dell’economia del Paese potrebbe calare al 7,1% dal 7,4% stimato per quest’anno, a causa sopratutto della frenata del mercato immobiliare.


I dati macro attesi oggi Lunedì 15 dicembre 2014 00:50 GIA Rapporto Tankan T4; 12:00 GB Indice CBI ordini industriali dic; 14:30 USA Indice Empire State Manufacturing dic; 15:15 USA Impiego capacità produttiva nov; 15:15 USA Produzione industriale nov; 16:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare) dic.