Taxi, no alla liberalizzazione: al via lo sciopero di 48 ore

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E’ iniziato alle 8 lo sciopero nazionale di 48 ore dei taxi: oggi e domani si fermano in tutta Italia le auto bianche riaprendo l’annosa vertenza sulla gestione del servizio di trasporto pubblico non di linea. Ieri sera l’incontro al Ministero dei Trasporti e della Mobilita’ sostenibili tra i sindacati dei taxi e la Vicemistra Teresa Bellanova riguardo all’articolo 10 del Decreto Concorrenza a e’ stato definito “positivo ma non risolutivo”, quindi lo sciopero e’ stato confermato. Si e’ smarcata solo la Uiltrasporti che ha sospeso la protesta: “Valutiamo positivamente l’incontro con Bellanova e per questo riteniamo incomprensibile la scelta di mantenere lo sciopero”, sottolinea la Uilt. La richiesta dei sindacati e’ quella dello stralcio dell’art.10 del Ddl concorrenza, articolo che delega al Governo una legge per riformare il settore del Tpl non di linea, “senza alcuna garanzia di tutela degli operatori e della qualita’ ed efficienza del servizio rivolto agli utenti”, spiega invece la Fit-Cisl.
Le due giornate di fermo “sono confermate e inevitabili, in quanto, al momento, il futuro di migliaia di famiglie e’ fortemente a rischio. Non possiamo sottacere i positivi segnali di apertura al confronto e al dialogo mostrati nel corso dell’incontro da parte della Vice Ministra Bellanova, che riteniamo fondamentali in questa fase delicata delicata per la categoria che e’ stata messa in ginocchio dalla crisi pandemica e dalla quale non e’ ancora uscita. Cosi’ come pure non possiamo non apprezzare l’impegno e la volonta’ del Ministero nel puntare a una soluzione che crei accordo tra operatori e le organizzazioni sindacali. La riscrittura del testo dell’articolo 10, che dovrebbe intercettare parte delle norme attese da tre anni per la regolamentazione del settore, necessita della massima collaborazione tra tutte le parti interessate e anche noi, come sindacato coinvolto nella discussione, non ci sottrarremo”, conclude il sindacato.