Teatro Mercadante, dal 25 aprile la prima nazionale dei “Miserabili” di Victor Hugo

124

Al Teatro Mercadante di Napoli, dal 25 aprile al 6 maggio, andrà in scena in prima nazionale “I Miserabili” di Victor Hugo nell’adattamento di Luca Doninelli e la regia di Franco Però. Protagonista, nel ruolo di Jean Valjean, sarà Franco Branciaroli, accompagnato da Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo. La produzione è del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Ctb- Centro teatrale bresciano e Teatro de gli Incamminati. Lo spettacolo si avvale dei costumi di Andrea Viotti, delle luci di Cesare Agoni e delle musiche di Antonio Di Pofi. La scenografia dello spettacolo è firmata da Domenico Franchi, scenografo e pittore, che ha saputo coniugare una necessaria astrazione alla concretezza della materia. E’ dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi, che si muoveranno sempre, offrendo la possibilità di continui mutamenti di scena e di sfondo. Rimanderanno poi all’immagine di libri di cui gli attori apriranno e muoveranno pagine diverse, attraversando il grande romanzo di Hugo ed il suo mondo, basso e alto, tragico e mutevole.
Dopo il debutto a Napoli, dall’8 maggio I Miserabili sarà in scena a Brescia, per poi inaugurare la Stagione 2018/2019 dello Stabile del Friuli Venezia Giulia, prima tappa di una lunga tournèe che toccherà le maggiori piazze italiane. “Portare I Miserabili su un placoscenico è un’impresa sicuramente temeraria e si trema davanti a millecinquecento pagine – dice Luca Doninelli – che appartengono non solo alla storia della letteratura, ma del genere umano, come l’Odissea, la Divina Commedia, il Don Chisciotte o Guerra e Pace”. “I Miserabili – prosegue il regista – è veramente un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco piu’, concordando con Doninelli che fin dall’inizio ha sottolineato come ogni capitolo, ogni parte, ogni quadro, ogni scena dell’immenso romanzo meriterebbe uno spettacolo a se’. Non potendo fare questo, in ogni caso si dovrà costruire uno spettacolo che, nel proprio ventre, possa contenere in qualche modo anche ciò che non si riuscirà a raccontare. Ma la storia di Jean Valjean, di Fantine, Cosette, Javert, dei The’nardier, di Gavroche, Eponine, di Marius e di tutti gli altri studenti rivoltosi, deve essere ripercorsa e, possibilmente, per intero, individuando la metonimia giusta per restituire il significato, il colore e l’emozione di questa sterminata sinfonia”.