Teatro, presentato “Così parlò Bellavista”: parlano i protagonisti

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in foto da sinistra Geppy Gleijeses, Marisa Laurito, Alessandro Siani e Benedetto Casillo

di Maridì Vicedomini

Presentato questa mattina a Napoli, nella Sala Reale del Teatro San Carlo, “Così parlò Bellavista”, l’ambizioso progetto teatrale tratto dall’omonimo film di Luciano De Crescenzo che andrà in scena in anteprima nazionale sul palcoscenico del “Massimo”, il prossimo 26 settembre. Relatori Alessandro Siani, direttore artistico della Best Live, Geppy Gleijeses, attore, regista, sceneggiatore, Rossana Purchia, sovrintendente del San Carlo, Marisa Laurito attrice.

“È con grande orgoglio che ospito nel Teatro San Carlo, l’anteprima di una mission culturale, che nasce dalla sinergia di due grandi imprenditori ed uomini d’arte della nostra cultura partenopea quali Glejieses e Siani – ha detto la Purchia – e sono certa che questo spettacolo darà un valore aggiunto a quello che è il nostro patrimonio teatrale, che rende Napoli famosa in tutto il mondo”.
Ed ancora Siani: “Ritorno al Teatro San Carlo dopo lo spettacolo di Maradona che ho promosso e curato come Best Live. Il mio intento, come direttore artistico di una società di produzione, è quello di inscenare una serie di spettacoli che mettano in luce il dna comico di noi napoletani; ecco perché quando Benedetto Casillo è venuto da me per propormi l’adattamento teatrale di un film che è stato un cult degli anni ’80, ho subito accettato con vivo entusiasmo; a tal fine ho individuato il maestro Gleijeses come deus ex machina, come colui che avrebbe abbracciato e realizzato con successo il progetto. Gleijeses a mio avviso è un vero fuoriclasse, lo considero il ‘Maradona del teatro’. L’operazione non è stata facile, Gleijeses è un uomo che su 365 giorni, 485 giorni è sul palcoscenico con doppie, triple rappresentazioni in una sola giornata. Pur essendo impegnato fino al 2030, e volendo io realizzare questo mio sogno prima di morire, ha dovuto cedere alle mie insistenze tipo ‘martello pneumatico’ ed ora eccoci qui, a pochi giorni dal debutto dello spettacolo. Napoli in questo momento storico vive di grande notorietà, in quanto set ideale di tanti prodotti audiovisivi, ma spesso noi cittadini ci dimentichiamo chi siamo, da dove proveniamo, quali sono le nostre origini. ‘Così parlò Bellavista’ è un’opera non solo comica per tutti quelli della mia generazione, ma offre uno spaccato reale dei fermenti e dei costumi della nostra società”.
Gleijeses ha così replicato: “Quando Siani venne a propormi ‘Così parlò Bellavista’ ero totalmente impegnato tra Pirandello con ‘Il piacere dell’onestà’ e ‘Filumena Marturano’ di Eduardo; in un primo momento rifiutai la proposta seppure allettante, ma col tempo ho dovuto di buon grado accettare grazie alle insistenze di Siani, grande show man, attore e regista ma anche eccellente promotore culturale. L’adattamento teatrale dell’opera non è uno sbobinamento letterale dell’omonimo film ma trae molti spunti anche dalla pagine del romanzo; la nostra letteratura vanta nomi eccelsi come De Crescenzo e Marotta accanto ad icone come Patroni Griffi e La Capria”.
Ed ancora la Laurito: “Sono legata a De Crescenzo da anni grazie ad un profondo sentimento di amicizia; direi anzi, senza peccare di presunzione, di essere la sua amica preferita anche se questo primato ce lo contendiamo io ed Arbore ogni volta che lo andiamo a trovare. Sono felice di essere stata chiamata per interpretare il ruolo della moglie del professor Bellavista e questo per me rappresenta anche un modo per celebrare la grandezza di un amico come Luciano, ingegnere, ma votato alla scienza umanista che ha sempre cercato di divulgare i canoni della filosofia greca in tutti i ceti sociali anche in quelli meno abbienti. De Crescenzo è sempre stato al pari del pensiero di altri grandi uomini di cultura come Camilleri che diceva che ‘La Cultura deve appartenere a tutti’ e Pablo Neruda che scriveva poesie per poi attaccarle alle grate delle fabbriche”.
Alla conferenza stampa sono intervenuti alcuni attori della compagnia quali Benedetto Casillo, l’unico artista che in teatro interpreta lo stesso personaggio che abbracciò nel film, Salvatore Misticone, Ester Gatta, nelle vesti di una signora borghese che deve prendere un taxi per andare al porto e salire sull’aliscafo per Capri, Gianluca Ferrato nei panni di “Cazzaniga”.