Teatro, Rosario Palazzolo torna al Tram di Napoli con “Lo Zompo”

127

È stato insignito nel 2016 del “Premio Nazionale della Critica per la sua attività di drammaturgo” dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro: Rosario Palazzolo torna a Napoli e ancora una volta sceglie il teatro Tram per mettere in scena un suo lavoro.
Dopo la presenza in cartellone, nel 2017, con “Letizia Forever” – spettacolo amatissimo dal pubblico e dalla critica, prodotto da ACTI teatri indipendenti e Teatrino controverso -, da questa sera il regista-attore palermitano presenta Lo Zompo, primo capitolo della trilogia “Santa Samantha Vs – Sciagura in tre mosse”, racconto corale che si svilupperà intorno alla figura di Samantha, una bambina e poi una donna che nasce a Palermo e che a Palermo vive un’esistenza minima, fatta di cugine, di santissime marie, di credenze popolari che l’incoronano suo malgrado Madonna in terra, obbligandola a dispensare miracoli. Una sorta di narrazione seriale, un rompicapo psicanalitico, una violenza gratuita, un sortilegio sociale.
“Lo Zompo”, prodotto da: teatrino controverso e Tmo (Teatro Mediterraneo Occupato, Palermo)
Nunzio Pomara è un uomo fragile, insicuro, ma di una potenza linguistica formidabile; un uomo tenace, anche, che letteralmente zompa nel teatrino parrocchiale in cui sta per iniziare l’immancabile appuntamento mensile detto Della Rivelazionee obbliga l’uditorio – ovvero i miracolati – ad ascoltarlo, urlando e sospirando tutto il suo odio per una cultura del niente che pretende di determinare le esistenze, di ancorarle alla tradizione, di misurale col metro rotto di una Madonna che piange per il mondo intero. Ma il mondo intero è davvero troppo intero per poterlo contestare, e difatti saranno accuse forti e mirate come un bel buco nell’acqua.
“Lo Zompo è la prima mossa di una trilogia dal titolo Santa Samantha Vs- sciagura in tre mosse– dichiara Rosario Palazzolo-. È uno spettacolo che mette continuamente in pericolo, sia chi lo fa sia chi vi assiste, uno spettacolo che vorrei smettere di chiamare spettacolo, in realtà, perché è qualcosa di impreciso, oltre che imprecisato, ché è soprattutto un duello, io contro voi, che perderò”.