Teatro sociale, al via Quartieri di vita. De Luca: In Campania isole di resistenza civile

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foto di Massimo Pica

Dal 4 al 20 dicembre torna in Campania “Quartieri di vita”, il festival di formazione e teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio, realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano. “Questa iniziativa ci interessa particolarmente in questo momento perché è necessario attivare in questo Paese isole di resistenza civile”, dice durante la conferenza stampa di presentazione il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Facciamo uno sforzo enorme di programmazione culturale nei quartieri di Napoli e delle altre realtà più significative della regione perché vogliamo evitare che ci sia un processo di desertificazione culturale. Investiamo risorse imponenti per arrivare nei quartieri soprattutto a rischio, valorizzare alcune aree di sofferenza sociale, e per svolgere insieme con il mondo della cultura anche un lavoro di educazione, di aggregazione sociale, di resistenza civile rispetto a spinte che registriamo oggi verso l’imbarbarimento dei rapporti umani, o verso la sottocultura del tweet, dei social, della mistificazione della realtà, cioè della cancellazione della realtà vera, quella della vita delle persone”.
“E’ un lavoro – prosegue il governatore – che si unisce a ciò che facciamo nel mondo della scuola, penso al programma ‘”Scuola Viva” al sostegno che diamo al teatro Mercadante, al teatro Trianon, al lavoro di recupero di grandi istituzioni culturali, come il Conservatorio San Pietro a Majella, al sostegno delle produzioni cinematografiche. Stiamo inoltre costruendo l’Archivio digitale della cultura delle Arti, per mettere su piattaforma informatica tutto quello che si è prodotto a Napoli e in Campania da due secoli. Mi pare insomma che offriamo una bella immagine della Campania, e di Napoli, valorizzando la sua forte identità, il profilo internazionale, l’essere capitale della cultura”. Questo Festival, dice Barbano “è una miscela straordinaria, perchè mischia artisti per caso e artisti veri, integra e produce forme di riscatto, di partecipazione. Coglie questa prospettiva e la fa sua, e dà al teatro un ruolo anche civile, che in questo territorio non può non assegnarsi”.