Teatro, successo per il progetto “Take four” al piccolo Bellini

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di Emilia Ferrara

Al traguardo del triennio di formazione, gli allievi della Bellini Teatro Factory presentano al pubblico un progetto allargato formato da 4 titoli: Look Like, Le supplici, Certe vite, Il tempo orizzontale. I quattro spettacoli esprimono, su più registri, il talento e le competenze acquisite dal gruppo di giovani attori nel percorso triennale. E, alla luce di quattro diverse ‘messe in prova’, possiamo considerarli a tutti gli effetti, una compagnia di giovani professionisti.
Giovani che si sostengono a vicenda, un gruppo affiatato di ragazzi talentuosi e versatili.
Da venerdì 15 fino a domenica 17 è andato in scena al piccolo Bellini Certe vite.
Il palco sgombro da fronzoli, con pochi oggetti essenziali, ma riempito dalla forte passione dei quattro attori, che hanno iniziato lo spettacolo, rendendo omaggio al grande Rino Gaetano, e hanno proseguito, ognuno con la propria “storia”, alternandosi in monologhi.
Quattro corti teatrali che raccontano di vite completamente diverse e lontane fra loro, ma contenute in un unico format: ogni vita è una storia? Cercando le risposte, il quartetto diventa duo e trio di narratori ispirati dalla musica di Rino Gaetano, che di storie di vita è stato esperto e poeta.
In scena Luigi Adimari, Michele Ferrantino, Luigi Leone e Salvatore Nicolella, tutti straordinari, ed hanno ricevuto un forte e lunghissimo applauso a fine rappresentazione.
Direzione musicale Carlo Vannini,disegno luci Maurizio Di Maio, progetto sonoro Alessio Foglia, drammaturgia e regia Rosa Masciopinto
Ho avuto la fortuna di parlare con uno dei protagonisti, Luigi Adimari che snocciola tutti e quattro gli spettacoli, spiegando quanto lavoro c’è dietro a questi spettacoli.
Nel progetto Take Four della Bellini Teatro Factory, dopo le Supplici con la regia di Salvatore Scotto D’Apollonia andato in scena il 12 e 13 novembre al Teatro Piccolo Bellini, ho partecipato a Certe Vite, un lavoro che ha nella sua brillante idea di “Format Teatrale”, un enorme potenziale di crescita.
Segue tutti i punti della formazione avuta con l’insegnante e regista Rosa Masciopinto, dalla ricerca del proprio animale, alla gestione del corpo in scena, alla creazione di scrittura scenica.
Prendono vita dunque i risultati di tre studi importanti: La presenza scenica composta da un io-teatrale, la creazione di un personaggio/alter ego e scrittura scenica inedita.
Per la prima volta però ci si mette a confronto con un rigore di forma fatto di precisione, di tempi, di corpo, di presenza, energia, muovendosi in una ragnatela fittissima di emozioni, ambendo il più delle volte a una risata e, spesso, riuscendo a smorzarla in un istante. Vuole rompere (molte volte frantumare) la 4° parete, con momenti di improvvisazione basati su stimoli e input del momento, rendendo non solo unica ogni messa in scena, ma per l’attore una prestazione ulteriore rinnovata sera per sera. Differenziandosi spesso nelle forme, tra scena e scena, porta avanti il tema delle storie di tutti, del mondo, del Popolo e in questa moltitudine presenta certe storie, la vita di certe persone, CERTE VITE.
A seguire il 19 e 20 novembre andrà in scena Look Like di Francesco Ferrara con la regia di Salvatore Cutri, un lavoro che porta in scena una storia fatta d’ apparenze e falsi idoli che dalla forma al contenuto rispecchia uno spaccato di società moderna.
Il 22,23 e 24 novembre si conclude questa pazza dodici giorni (di messa in scena, ma il progetto Take Four è frutto di tre anni di lavoro e studio) con Il Tempo Orizzontale di Francesco Ferrara, regia di Gabriele Russo e con tutti i ragazzi della Bellini Teatro Factory. Una corsa di Formula Uno, tra vincitori e perdenti, Primi e ultimi, ambizioni di vittoria che si scontrano con ambizioni di rivalsa, una gara così veloce che ci costringe a ” stare incollati all’auto che ci precede e ripetere sempre lo stesso giro. Corriamo senza neanche ricordarci il giro precedente”.

in foto Luigi Adimari