Tecnologia e nuovi diritti, Amato: Serve tutelare l’immateriale

L’ex-presidente del Consiglio e giudice della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, ha tenuto presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli la Lectio Magistralis “Diritti e tecnologie”. Il preside della Facoltà di Giurisprudenza Aldo Sandulli ha introdotto il tema, sottolineando le conseguenze per il lavoro del giurista contemporaneo nell’accelerato sviluppo scientifico e tecnologico della società avanzate che richiedano l’adeguamento delle norme e degli strumenti di accesso e tutela dei diritti garantiti dalla Costituzione. Amato ha ricordato il connubio antico delle tecnologie con i diritti ma tale rapporto acquisisce oggi un’importanza specialissima perché prospetta qualcosa che è al di là di quanto accaduto sinora. Nel periodo della Costituente ci si preoccupò di liberare la stampa dall’eventualità del sequestro al quale era stata soggetta frequentemente in epoca fascista. Il rapporto tra tecnologia e diritto dell’informazione venne garantito limitando a casi eccezionali il sequestro. Si sancì anche l’inviolabilità della corrispondenza delle lettere scritte su carta tranne che in casi eccezionali. Quando la corrispondenza diventa immateriale ci sono novità perché si possono cancellare rapidamente e al contempo duplicare all’infinito. Risulta che la National Security Agency controlla migliaia di mail all’anno senza che gli interessati abbiano modo di saperlo. La perdita della materialità investe non solo le nostre lettere ma anche i testi che noi possiamo produrre o leggere. È in atto un gigantesco rastrellamento di contenuti informativi e librari di cui possiamo fruire attraverso google. In base alle preferenze dimostrate da ciascuno nello scegliere le notizie viene delineato un profilo personale del lettore che poi viene investito massicciamente da pubblicità mirata. Tutta la tematica dei diritti di proprietà intellettuale è stata sconvolta in quanto non è più la legge che regola questa materia ma gli accordi tra le parti. Le nuove tecnologie cooperano alla costruzione di nuove generazioni di diritti, soprattutto quelli legati alle tecnologie biomediche. Ogni essere umano dovrebbe avere diritto alla genitorialità purché la dignità umana rappresenti un limite al tecnicamente fattibile. Limite che fa capo non solo ai diritti dell’altro ma anche all’assetto che si sceglie di dare alla società. Amato ha concluso “Non vogliamo una società dove ci si compra e ci si vende a pezzi”. È in gioco il Bene comune e un modo d’essere virtuoso della società in cui viviamo.