Tecnologia, la ricerca italiana apre la strada ai sensori del futuro

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Trasmettere e archiviare informazioni sfruttando le proprietà bizzarre che valgono nel mondo dell’infinitamente piccolo, governato dalle leggi della fisica quantistica: è quanto riesce a fare la nanostruttura basata su molecole magnetiche e superconduttori, messa a punto da una ricerca internazionale guidata dall’Italia, con il gruppo dell’Università di Firenze guidato da Roberta Sessoli, e alla quale ha collaborato l’Università di Modena e Reggio Emilia. Pubblicato sulla rivista Nature Materials, il risultato apre la strada a una nuova generazione di sensori. «Si tratta di un punto di partenza che aprirà la strada a potenziali applicazioni nella sensoristica e nelle tecnologie per l’informazione con l’obiettivo di superare gli attuali limiti dei computer quantistici», rileva Sessoli, docente di Chimica generale e inorganica dell’Università di Firenze. La nuova tecnologia si basa sulla possibilità di realizzare nanostrutture che utilizza la proprietà che descrive la rotazione degli elettroni, chiamata spin, come un sensore quantistico in grado di interagire in modo controllato con materiali superconduttivi. «Lo spin elettronico è una delle proprietà fondamentali della materia a livello subatomico ed è alla base delle proprietà magnetiche dei materiali, fra le quali anche la capacità di archiviare e manipolare informazioni», spiega Giulia Serrano, assegnista di ricerca Unifi e prima firmataria dell’articolo. «Gli spin – prosegue – hanno una natura intrinsecamente quantistica e per questo oggi la ricerca di frontiera li studia come potenziali quantum-bit, ovvero come unità fondamentali di computer quantistici alternativi a quelli oggi disponibili, basati su microcircuiti superconduttivi»