Telecamere termiche e intelligenza artificiale entrano in azione nella baia di San Francisco per proteggere le balene grigie dalle collisioni con le navi, una delle principali cause di morte per questa specie. Il nuovo sistema, sviluppato dal Benioff Ocean Science Laboratory dell’Universita’ della California di Santa Barbara in collaborazione con WhaleSpotter, e’ in grado di individuare gli animali fino a quattro miglia nautiche di distanza e di avvisare in tempo reale le imbarcazioni che transitano nell’area.
L’obiettivo e’ ridurre il numero crescente di incidenti che colpiscono una popolazione già in forte declino. Secondo i dati riportati dai ricercatori, nel 2025 sono state trovate morte 21 balene grigie nella baia di San Francisco e almeno il 40 per cento dei decessi e’ stato attribuito a collisioni con navi. Nei primi mesi del 2026 sono gia’ stati registrati sette nuovi casi. Il fenomeno e’ legato anche agli effetti del cambiamento climatico, che sta modificando la disponibilità di cibo nelle aree artiche e spinge un numero crescente di cetacei a cercare nutrimento nelle acque della California. Il sistema utilizza telecamere termiche FLIR e algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati da WhaleSpotter per rilevare la traccia termica lasciata dalle balene in superficie. Le posizioni vengono poi pubblicate sulla piattaforma Whale Safe e condivise con la Guardia Costiera statunitense e con gli operatori navali, consentendo di modificare rotte e velocita’ per ridurre il rischio di impatto.
“E’ straziante vedere queste balene affamate barcollare nel mezzo del traffico della Baia di San Francisco”, ha dichiarato Douglas McCauley, direttore del Benioff Ocean Science Laboratory dell’Universita’ della California di Santa Barbara. “Ma cio’ che ci da’ speranza e’ vedere come la comunita’ della Bay Area si sia unita per fare qualcosa. Questo nuovo sistema salvera’ la vita delle balene”. La prima stazione di monitoraggio e’ stata installata ad Angel Island, mentre una seconda telecamera sara’ collocata a bordo della MV Lyra, il traghetto che collega Vallejo al centro di San Francisco. I ricercatori puntano a estendere progressivamente la rete all’intera baia, comprese aree strategiche come il Golden Gate e Alcatraz, creando una sorta di sistema di tracciamento continuo degli animali. “Quello che vogliamo fare e’ eliminare il maggior numero possibile di punti ciechi”, ha spiegato McCauley. “Vogliamo essere in grado di vedere qualsiasi balena presente nella baia in tempo reale e seguirne gli spostamenti come si segue un autobus che si avvicina a una fermata”.
La situazione delle balene grigie del Pacifico nord-orientale e’ particolarmente delicata. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, la popolazione e’ scesa dagli oltre 27 mila esemplari censiti nel 2016 a una stima compresa tra 11.700 e 14.450 individui, il livello piu’ basso registrato dagli anni Sessanta. Uno studio pubblicato ad aprile ha inoltre rilevato che tra il 2018 e il 2025 circa il 18 per cento delle balene grigie osservate nella baia di San Francisco e’ morto e che almeno il 40 per cento dei decessi e’ stato causato da collisioni con imbarcazioni. L’iniziativa si inserisce in un piu’ ampio sforzo di conservazione che coinvolge ricercatori, Guardia Costiera, operatori marittimi e autorita’ locali. Nelle scorse settimane il deputato democratico Sam Liccardo ha inoltre presentato una proposta per istituire un centro dedicato al monitoraggio delle balene presso la stazione della Guardia Costiera di San Francisco, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni in tempo reale da parte dei naviganti e rafforzare ulteriormente il sistema di allerta.






































