Tecnologia spaziale, dalla Nasa la risposta ecocompatibile all’emergenza rifiuti

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in foto Louis J. Circeo, professore emerito del Plasma Research della Georgia Tech University di Atlanta

Dalla Nasa una tecnologia efficace ed ecocompatibile per affrontare l’emergenza rifiuti e la bonifica delle aree contaminate. Se ne è parlato nel corso di un convegno, presso l’ICB-CNR (Istituto di Chimica Biomolecolare) di Pozzuoli, diretto dalla prof.ssa Barbara Nicolaus, che ha illustrato le attività e i campi di intervento dell’Istituto di Ricerca. L’incontro è stato promosso da Italplasma, importante società specializzata in ingegnerizzazione e soluzioni impiantistiche per la valorizzazione delle risorse energetiche a supporto dello sviluppo sostenibile.

Al centro dell’incontro la relazione di Louis J. Circeo, professore emerito del Plasma Research della Georgia Tech University di Atlanta e sperimentatore, negli anni ’60, per l’ente spaziale americano, delle proprietà del plasma per testare lo scudo protettivo delle navicelle spaziali al loro rientro nell’atmosfera. “Oggi la torcia al plasma – spiega Circeo – può rappresentare, come avviene con successo in alcuni paesi quali Usa, Cina e India, non solo una efficace risposta per uscire dall’ emergenza rifiuti, ma anche una fonte di energia a basso impatto ambientale”.

Il trattamento con torcia al plasma dei rifiuti solidi urbani, con temperature di 7.000 gradi Celsius, garantisce fino al 25 per cento in più di energia rispetto a qualsiasi altro processo convenzionale di gassificazione, pirolisi e incenerimento. Analisi internazionali di mercato (EPA) indicano, inoltre, come dai rifiuti può derivare fino al 10 per cento del fabbisogno mondiale di elettricità, ovvero quella prodotta da 50 centrali nucleari.

“La tecnologia al plasma non necessita di selezione di materiale o di pretrattamento – spiega Circeo -, riducendo di molto tempi e ciclo dei rifiuti. Inoltre, le ecoballe rappresentano la materia prima ideale per il trattamento al plasma Wte: infatti sono uniformi per dimensioni e composizione e potrebbero alimentare reattori al plasma per produrre rilevanti quantità di energia. Ad esempio mille tonnellate al giorno lavorate in un impianto di gassificazione per ecoballe produrrebbero 45MW di elettricità da immettere in rete, fornendo energia per 50 mila famiglie”.

Mauro Marchetti, dell’ICB-CNR di Sassari, ha spiegato come tipologia di centrali Wte produce energia elettrica con un impatto di gran lunga minore rispetto a qualsiasi altro impianto. “Il basso volume dei residui di queste strutture – aggiunge Marchetti – può essere facilmente pulito e le emissioni sono a livello di quelle prodotte dall’uso domestico del gas naturale”.

“L’impianto di gassificazione al plasma – aggiunge Luciano Bardari, CEO di Italplasma – è più conveniente di un inceneritore in quanto, a parità di investimenti per la realizzazione dell’impianto, questa tecnologia garantisce il 50 per cento in più di energia da immettere in rete sotto forma di elettricità, combustibile e vapore”.

La tecnologia al plasma è particolarmente utile nella bonifica, anche in situ, di terreni e aree contaminate da amianto e da altri materiali tossici o pericolosi. Poi può efficacemente risolvere il problema dei residui e delle polveri di scarico nell’industria pesante, come nel caso degli altoforni.