Tecnosistem, accordo con la Federico II: nuovi progetti di rigenerazione urbana

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In foto da sinistra Pasquale Miano, Salvatore Rionero, Michelangelo Russo, Leonardo Disa, Mario Losasso

Negli ultimi sette anni Napoli ha visto crescere il proprio flusso turistico da 400mila a 9 milioni di visitatori, e anche realtà fino a poco tempo fa completamente fuori dai circuiti come le Catacombe di San Gennaro sono passate da poco più di 4mila agli attuali 120 mila visitatori l’anno. Si tratta di dati lusinghieri che fanno da preludio a trasformazioni strutturali e proprio per questo si fa urgente un ripensamento di snodi, arterie, collegamenti, infrastrutture materiali e immateriali allo scopo di progettare nuove configurazioni urbane all’insegna di una maggiore vivibilità e sostenibilità ambientale. Dare un significativo contributo in tal senso è l’obiettivo della collaborazione avviata tra il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (DIARC) e Tecnosistem Spa, la più grande società di ingegneria del Mezzogiorno, unica in Italia a partecipare allo sviluppo di progetti sia in campo infrastrutturale/edilizia e sia nei settori dell’aerospazio, dell’automotive, del ferroviario e della difesa.

Obiettivi ambiziosi
In particolare, Tecnosistem ha commissionato al Dipartimento di Architettura federiciano la sua collaborazione per produrre studi operativi su nuove forme di accessibilità connesse alla rete metropolitana proposte innovative di mobilità sostenibile e soluzioni strategiche per favorire l’interscambio tra le linee di trasporto già esistenti (reti metropolitane, tramviarie, trasporto su gomma e reti ciclopedonali). La volontà dell’azienda è quella di offrire alla città studi di fattibilità per interventi che possano fare da premessa per una concreta azione di rigenerazione urbana in grado di governare e non subire i cambiamenti che in questi anni stanno investendo gli spazi cittadini. Il progetto di ricerca durerà un anno e al termine, nella primavera del 2020, l’attività svolta dai ricercatori della Federico II in collaborazione con gli ingegneri della TCS, verrà pubblicata e presentata nell’ambito di un convegno internazionale che verrà organizzato da TCS e dal Diarc

Fari puntati sul benessere urbano
Le attività del Diarc si inseriscono all’interno di un lavoro di approfondimento già avviato nel 2015 con un progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale (Prin 2015) sul tema della “Cura della città” e sul rapporto tra “Natura e artificio nello spazio pubblico per il benessere urbano” che ha già condotto allo sviluppo di progetti tesi a scongiurare la saturazione del centro storico della città grazie a collegamenti con nuove aree adibite allo “scambio”, ai parcheggi, al green pubblico e ai servizi.

La mappa delle proposte
Molteplici proposte, a diverso stato di avanzamento, sono state formulate, tra cui: ipotesi per la realizzazione di un nuovo svincolo della tangenziale di Napoli nell’area intorno alla Salita Scudillo, nel quartiere Sanità; un ascensore a impatto sostenibile per collegare il cuore degli ipogei alla Napoli alta; lo studio della linea Alta Velocità per collegare, con i bypass, Afragola e piazza Cavour via Capodichino; un nuovo accesso alla fermata Materdei della metro urbana Linea 1, direttamente dal quartiere Sanità.
“Da anni – afferma Pasquale Miano, professore di Composizione Architettonica e Urbana della Federico II e responsabile della partnership avviata tra il Dipartimento e la Tecnosistem – lavoriamo sulle potenzialità di connessione e di miglioramento delle condizioni di vita. I nodi propulsivi di rigenerazione dello spazio aperto contemporaneo sono costituiti da grumi funzionali e aggregativi quali scuole, ospedali, parchi e in particolare dalle stazioni della metropolitana, che potrebbero essere connesse a punti di scambio per la mobilità dolce. Tali polarità possono rappresentare nuovi punti di sperimentazione e di aggiornamento e divenire veri e propri nodi di salubrità all’interno del tessuto urbano congestionato e “malato”.
“Grazie alla convenzione ed alla competenza di Tecnosistem – continua Miano – continueremo a lavorare su queste linee di ricerca per presentare soluzioni progettuali circoscritte, concrete e immediatamente fattibili per distribuire meglio i flussi urbani attraverso interscambi mirati, nuovi punti di intersezione tra le reti esistenti e il prolungamento di percorsi ciclopedonali attraverso i polmoni verdi oggi tagliati fuori dalla città come il Vallone di San Rocco. In questi punti, la strategia propone di innestare funzioni rinnovate soprattutto per quelle aree oggi ancora escluse dalla città come per esempio le cave che orlano tutta la valle ai piedi di Capodimonte. Molte cose sono state già pensate, la vera sfida è quella di saperle mettere a sistema, in un’ottica costruttiva del progetto, che riesca a radicarsi nel territorio e soprattutto nella contemporaneità delle azioni in corso e programmate nell’ambito dello sviluppo della città dal punto di vista trasportistico e urbano”.
“Tecnositem – afferma Salvatore Rionero, amministratore delegato di Tecnosistem – è oggi coinvolta nello sviluppo dei maggiori progetti infrastrutturali connessi al trasporto in fase id sviluppo sia a Napoli che in Campania, tutti avviati da ormai troppi anni e oggi finalmente in dirittura di arrivo. È assolutamente importante cominciare a pensare al futuro e questo è quello che ci ha spinti a investire in questa collaborazione, secondo uno schema già adottato in altre occasioni con successo: fare sintesi tra le nostre competenze ed esperienze ingegneristiche, la conoscenza posseduta dalle università e le energie di giovani professionisti. Lo abbiamo fatto anche perché avvertiamo il dovere morale – conclude Salvatore Rionero – di contribuire allo sviluppo della città di Napoli dove siamo nati e operiamo da oltre 40 anni, grazie a generazioni di donne e uomini che in tutto questo tempo hanno contribuito con il loro lavoro a rendere Tecnosistem una delle più importanti società di engineering del Paese”.