Telefonini e salute, la proposta dello Studio Legale Vizzino: avvisi sui cellulari come sulle sigarette

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di Giuseppe Abazia

Stop all’uso smodato dei telefoni cellulari: è l’appello che gli avvocati Riccardo Vizzino e Maria Augusto, con lo Studio Legale Associato Vizzino e con l’associazione “Diritto alla Salute”, rivolgono alle Istituzioni italiane affinché si adoperino maggiormente per informare la popolazione sui rischi che, secondo la loro disamina, l’eccessivo utilizzo di tali apparecchi potrebbe comportare. Lo Studio, più nello specifico, indirizza la sua istanza alle due Camere, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Istruzione e agli Onorevoli Salvini e Di Maio – organi istituzionali e personalità che, a dire dello Studio, dovrebbero dare maggiore eco ad un problema di cui si parla troppo poco.

Lo Studio Vizzino affronta la questione da molteplici punti di vista, ma la preoccupazione principale dei suoi avvocati è rivolta ai minori, ossia i soggetti a loro dire più vulnerabili ai possibili pericoli derivanti dall’uso degli smartphone. “Il dilagare dell’uso del telefonino anche fra i bambini delle elementari – afferma lo Studio Vizzino – trascina con sé una serie di responsabilità morali, civili e penali. Basti pensare alla fruizione da parte di un minore di una SIM intestata al genitore, alla dipendenza dal mezzo elettronico, alla diffusione di immagini che posso scivolare nel più pericoloso fenomeno penale della pedofilia e del cyber-bullismo. Senza tralasciare il profilo economico che conduce ad una spesa furiosa dettata dall’acquisto di promozioni di Giga per il collegamento ad Internet.”

Ancora, gli associati dello Studio puntano il dito contro gli effetti che la navigazione sul web potrebbe, secondo loro, avere sulla psiche dei più piccoli: “L’idea, l’intuito, la curiosità trovano il loro input nel tempo di lettura di un libro, in una valutazione ed in un confronto che Internet riduce, fino ad annullare in casi estremi la capacità di apprendimento e di concentrazione”.

I minori sono la categoria che gli avvocati dello Studio Vizzino identificano come maggiormente esposta, ma ritengono che anche la salute degli adulti sia a rischio e menzionano una serie di patologie e disturbi che reputano essere collegati all’uso dei telefonini. Citano, ad esempio, le onde elettromagnetiche e il calore emessi dai cellulari, che alcune ricerche alle quali lo Studio fa riferimento avrebbero messo in relazione all’insorgenza di tumori; parlano di possibili disturbi della postura e deviazioni della struttura ossea delle mani; individuano, inoltre, l’uso del cellulare come principale causa di incidenti stradali.

Lo Studio Vizzino si chiede dunque come possa lo Stato tacere su tali problematiche, specialmente in virtù del diritto costituzionale alla salute, che dovrebbe scavalcare i risvolti economici del business della telefonia: “Il ragionevole diritto impone un chiaro bilanciamento di valori costituzionali. La tutela della salute di cui all’art 32 Cost. prevarrebbe sulla tecnologia e sulla specifica iniziativa economica imprenditoriale di cui all’art. 41 Cost., che in tal caso si sentirebbe intaccata”.

La proposta dello Studio Vizzino per arginare il problema è forte, controversa: trattare i cellulari alla stregua delle sigarette o del gioco d’azzardo e dar vita a una campagna di comunicazione che ne scoraggi l’uso. “Una pubblicità diretta ed esplicativa assurgerebbe a salvaguardia della vita e della solidarietà sociale, tutelata a livello costituzionale nel presidio ex art. 2 Cost. Una tale metodologia di approccio al fenomeno arrecherebbe influssi positivi anche sotto l’aspetto della tendenza di socializzazione nella comunità, una maggiore concentrazione nello svolgimento delle attività quotidiane, una valorizzazione delle realtà esterne. Il tutto con miglioramento della produttività sociale, economica e dei valori umani”.

Come fossero pacchetti di sigarette, sui cellulari – secondo lo Studio – dovrebbero essere apposti dei chiari avvisi che ne evidenzino la pericolosità. L’appello degli associati dello Studio Vizzino alle Istituzioni è dunque particolarmente accorato: “Senza dubbio l’impatto sarebbe devastante ma, di sicuro, la coscienza sarebbe smossa da un senso di esagerazione. Che sia questo un monito per il Governo e per tutti coloro che sono responsabili di tutelare il cittadino in ogni suo aspetto: la Costituzione vieta la distruzione e l’annichilimento della persona. Lo Stato è consapevole e pertanto, deve intervenire con ogni suo potere e porsi a protezione dell’utente”.