Tempi bui per quanti non sono in sintonia con l’affermazione che dopo la pioggia spunta sempre il sole

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in foto il ministro Giancarlo Giorgetti

In questo periodo in cui la violenza domina, anzi mette in ombra, la scena del mondo, altre notizie, più che positive, fanno da contraltare. Una in particolare, tutta made in Italy, è di questi giorni e proviene dall’Istat, l’Istituto Centrale di Statistica del Paese, dato per fonte ufficiale dallo stesso Governo. Giusto ieri quell’Istituto ha dato una notizia che, per l’Italia, assume particolare importanza. L’utilizzazione dell’ Intelligenza Artificiale, oramai per molti semplicemente IA, nel 2025 ha subito un incremento di utilizzazione del 100% rispetto al 2024. Il dato è particolarmente significativo perchè, negli anni precedenti, la crescita non era andata mai oltre percentuali a una sola cifra. Per la precisione, nel 2024 lo stesso incremento rispetto al 2023 si era attestato intorno all’8%. La positività di quel risultato è accresciuta dal fatto che, in prevalenza, quella innovazione trova impiego nel settore della produzione di beni e servizi, quindi anche nella loro distribuzione. Non pertanto essa è esclusa dall’utilizzo domestico o a esso assimilabile. La notizia collegata a doppio filo con quella appena riferita è che, i risultati di alcune ricerche internazionali, hanno dato per scontato che la IA favorirà significativi incrementi dell’occupazione. Ciò riguarderà
soprattutto figure dotate di competenza di un certo livello. Tanto sembrerà strano, perché, a una prima riflessione, si sarebbe portati a credere che l’effetto sostituzione potrebbe portare a una diminuzione dei posti di lavoro. Più pertinente, continuando l’analisi, si rivelerà concludere che ci sarà una sostanziale riqualificazione dell’offerta di lavoro. E l’affermazione non è frutto di buonismo natalizio.Qualcosa del genere è già successa l’altro secolo, quando furono scoperte le possibilità di utilizzo del vapore. Ne seguì a stretto giro la Prima Rivoluzione Industriale. Il resto, se non è cronaca, lo è quasi.