Tempi di pagamento alle Pmi
Nuovo obiettivo: 30 giorni

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Nel primo semestre del 2014i tempi medi di pagamento alle imprese, secondo i dati diffusi da Palazzo Santa Lucia, si erano ridotti a 90 giorni, più Nel primo semestre del 2014i tempi medi di pagamento alle imprese, secondo i dati diffusi da Palazzo Santa Lucia, si erano ridotti a 90 giorni, più che dimezzati rispetto ai 210 nel 2011, ridotti a 180 nel 2012 e a 150 nel 2013. Il nuovo obiettivo è ancora più ambizioso: portare a 30 giorni (al massimo 60 se si tratta di enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria) i termini di pagamento per le transazioni commerciali di cui sia parte attiva la Regione Campania, con decorrenza dalla verifica della prestazione o dalla fattura se successiva. Tabella di marcia A fissare la nuova tabella di marcia, individuando le criticità da superare per non incorrere più nei ritardi biblici del passato, è stato il Gruppo di lavoro interdisciplinare “Pagamenti alle imprese”. Si tratta di un organismo istituito esattamente un anno fa presso il Gabinetto del presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, all’indomani dell’approvazione del “Collegato” alla finanziaria 2014, in cui si prevedeva che, in attuazione della direttiva comunitaria 2011/07 in tema di lotta contro i ritardi di pagamento alle imprese, l’Esecutivo individuasse i termini equi per evitare sofferenze alle imprese e conseguenti perdite di posti di lavoro specie in quelle di piccola dimensione. Al gruppo era stata affidata una mission precisa, oltre alla definizione di un nuovo timing per i pagamenti: censimento ed esame delle attività regionali che portano a transazioni commerciali, utilizzo delle tecniche di qualità della regolazione per semplificare i procedimenti regionali di pagamento, eliminando le disfunzioni operative o di procedura alla base dei ritardi nelle fasi della liquidazione, dell’ordinazione e del pagamento. Ebbene, dallo studio della task force che si è appena concluso, è venuto fuori che le maggiori criticità riguardavano errori o difetti informativi nei decreti di liquidazione, sprovvisti degli elementi sostanziali e formali per procedere all’ordinazione; elevata mole di decreti di liquidazione inviati nei periodi di fine anno e nella seconda metà di dicembre, con ingolfamento dell’attività degli uffici ed inevitabile creazione di code a chiusura dell’esercizio finanziario; richiesta della documentazione di liquidazione in cartaceo, e non in via informatica. Piano di intervento Per rispettare l’obiettivo dei 30 giorni, dunque, il gruppo di lavoro propone di intervenire sia sull’attuale assetto organizzativo e procedimentale degli uffici regionali, chiarendo gli adempimenti amministrativi che fanno capo a ciascuno degli attori coinvolti nel procedimento della spesa (in modo da eliminare inutili duplicazioni di competenze), sia sui sistemi informativi, mediante una maggiore informatizzazione.